La Madonna Albani di Federico Barocci dopo oltre centocinquant’anni tornerà a Urbino. Ieri a Roma, in Senato dove ora si trova in esposizione temporanea, è stata presentata la mostra che dal 4 luglio al 27 settembre esporrà nella città ducale il prezioso e delicato dipinto di Barocci di proprietà della banca BNL. Si tratta di uno dei dipinti più importanti dell’ultima stagione creativa del maestro, che verrà esposto nelle sale del Castellare nell’ambito della mostra Da Barocci a Tiepolo. La Madonna Albani e la grande pittura italiana tra Cinque e Settecento.

Su iniziativa del senatore Sergio Rastrelli, il ritorno dell’opera è stato presentato ufficialmente ieri pomeriggio, alla presenza delle istituzioni promotrici del progetto: Comune di Urbino, Legato Albani, Rete Museale Marche Nord e BNL BNP Paribas, tutti accolti da Patrizio Di Tursi, consigliere del presidente Ignazio La Russa.

“Il ritorno a Urbino della Madonna Albani è molto più – hanno detto il sindaco Gambini e l’assessore alla cultura Ottaviani – di una importante operazione culturale. È un momento che coinvolge la città e la sua comunità, perché riporta temporaneamente a casa un capolavoro nato per una delle famiglie che hanno segnato la storia di Urbino. La mostra Da Barocci a Tiepolo segna l’avvio di un percorso condiviso promosso dalla Rete Museale Marche Nord insieme ai Comuni di Urbino e Gradara”. L’opera deve il proprio nome alla famiglia Albani, alla quale fu legata per secoli e che ne custodì la memoria facendone uno dei dipinti più celebri del maestro. Secondo la tradizione, il dipinto sarebbe stato commissionato direttamente a Barocci da Orazio Albani.

Nel corso del Settecento la tavola era conservata nel palazzo degli Albani a Urbino, oggi sede dell’Università. Successivamente venne spostata alcune volte e negli anni Ottanta del Novecento, quando l’opera fu messa in vendita, Andrea Emiliani propose alla Banca Nazionale del Lavoro di acquisirla. Dopo l’esposizione temporanea in Senato che l’ha fatta tornare alla ribalta, su suggerimento del presidente del Legato Albani Giorgio Londei, è nata l’idea di riportare temporaneamente il capolavoro a Urbino. “Siamo orgogliosi della realizzazione di questo progetto, da noi auspicato già nel dicembre 2025. Il ritorno del quadro valorizza uno dei massimi artisti della città e ricorda il ruolo della famiglia Albani, cui il Legato deve il proprio nome da oltre due secoli, proseguendone l’impegno a favore di Urbino, della cultura, del patrimonio e dello studio – ha detto il presidente Giorgio Londei –; l’evento sarà accompagnato da un volume di studi edito da Silvana Editoriale e realizzato con il sostegno del Legato”.

Le tante collaborazioni dimostrano la forza “delle reti museali marchigiane e la loro capacità di costruire percorsi condivisi, credibili e di alto profilo scientifico. È la conferma – ha concluso il direttore della Rete Museale Marche Nord Luca Baroni – che la collaborazione tra istituzioni diverse, grandi e piccole, può generare risultati importanti per la valorizzazione del patrimonio culturale e per l’intero territorio”.

Giovanni Volponi