I messaggi interiori che alimentano il senso di colpa materno

Secondo la dottoressa Zaccagnino, «il senso di colpa materno si radica attraverso convinzioni assorbite fin dall’infanzia e rafforzate dalla società. Molte donne crescono pensando che una buona madre debba mettere sempre i figli al primo posto, riuscire a gestire tutto e non mostrare mai stanchezza o frustrazione. Da qui nasce una voce interiore severissima, che interpreta ogni difficoltà del bambino come un fallimento personale. Quando questa emozione diventa costante, il senso di colpa materno denunciato da Victoria Beckham può trasformarsi in un blocco psicologico: porta all’autosacrificio, all’ansia, al perfezionismo e all’esaurimento emotivo. In alcuni casi favorisce sintomi depressivi e burnout materno. Il risultato è che la madre smette di vivere la relazione con il figlio e inizia a vivere soprattutto nel giudizio verso se stessa».

Come liberarsi (concretamente) dal senso di colpa focalizzandosi sulla responsabilità

«Il primo passo è capire che sentirsi in colpa non significa necessariamente aver sbagliato», ricorda l’esperta. «Molto spesso il disagio nasce dall’impossibilità di rispettare standard irrealistici. Per questo è importante distinguere tra responsabilità reali e perfezionismo mascherato da senso del dovere. Aiutano l’autocompassione, il confronto sincero con altre madri e il recupero di spazi personali senza viverli come un tradimento dei figli. Anche il dialogo interiore è fondamentale: una donna dovrebbe chiedersi se parlerebbe con la stessa durezza a un’altra madre nella sua situazione. La risposta, quasi sempre, è no. E ricordare una verità essenziale: prendersi cura di sé non sottrae amore ai figli, ma permette di offrirne uno più sano, stabile, gioioso e autentico».