di
Valentina Iorio

Il prezzo alla pompa, infatti non dipende solo da quello del greggio ma anche da una serie di altri fattori, come le accise o il numero di stazioni di rifornimento vicine

Quando il prezzo del greggio sale se ne accorgono tutti subito. Per sentire gli gli effetti della discesa, invece, bisogna aspettare. Chiunque abbia un’auto lo sa. Dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, il prezzo del petrolio ha iniziato a scendere. Nelle prime ore di contrattazione di lunedì 15 giugno, il prezzo del Brent è sceso di 3,45 dollari a 83,88 dollari al barile. Mentre il Wti ha perso 3,95 dollari, attestandosi a 80,93 dollari al barile. Potrebbero in ogni caso volerci, però, mesi prima che i prezzi del greggio ritrovino una stabilità.

I prezzi dei carburanti

Anche i prezzi dei carburanti sono in calo ma più lieve. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fatto sapere che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità «self service» lungo la rete stradale nazionale è pari – al 15 giugno – a 1,890 euro al litro (1,891 euro il prezzo della vigilia) per la benzina e 1,997 euro al litro per il gasolio (1,998 euro il prezzo della vigilia). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,983 euro al litro per la benzina e 2,077 euro al litro per il gasolio.



















































«Razzi e piume»

I prezzi quindi sono in calo ma la discesa è molto più graduale rispetto a quella del greggio. Per percepirne i benefici quindi bisognerà aspettare ancora un po’. Questo squilibrio è stato descritto dagli economisti con l’espressione «rockets and feathers»,  «razzi e piume». Quando il prezzo del greggio sale, infatti, quello alla pompa decolla. Mentre quando il prezzo del petrolio scende, quello della benzina inizia una discesa lenta come quella di una piuma.  Il prezzo alla pompa, infatti non dipende solo da quello del greggio ma anche da una serie di altri fattori, come le accise o il numero di stazioni di rifornimento vicine.

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Questo effetto «razzi e piume» non è solo una percezione del consumatore, ma è dimostrato dai dati e misurabile, come hanno evidenziato gli economisti Marzio Galeotti, Alessandro Lanza, Matteo Manera e Andrea Bastianin in un’analisi pubblicata a maggio su Lavoce.info.  «Il distributore di benzina è un’istituzione quotidiana con il prezzo esposto per legge su un tabellone concepito apposta per la trasparenza – si legge nell’analisi – . Eppure, ciò che accade dentro quella filiera tra il barile estratto in qualche deserto del Golfo e il litro pompato nel serbatoio della nostra automobile è tutt’altro che lineare».

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16 giugno 2026 ( modifica il 16 giugno 2026 | 11:35)