Milano – Un “intero semestre di Sorveglianza Particolare appare obiettivamente eccessivo, anche alla luce delle gravi fragilità psichiche che affliggono il giovane detenuto che potrebbero peggiorare sensibilmente”, ed è “eccessivo” anche precludergli “l’utilizzo del televisore in cella”, il cui uso, invece, può “favorire” una sua “maggiore tranquillità” con effetti positivi. È quanto scrive il Tribunale di Sorveglianza di Milano nell’ordinanza con cui ha accolto uno dei tre motivi di reclamo della difesa di Zaccaria Mouhib, ossia il 24enne trapper da milioni di follower Baby Gang, contro la decisione dello scorso aprile del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di applicare al giovane il “regime di sorveglianza particolare”.

Le accuse

Il cantante – detenuto nel carcere di Busto Arsizio (Varese) e difeso dall’avvocato Niccolò Vecchioni – fu arrestato di nuovo lo scorso 17 marzo in un’inchiesta della Procura di Lecco per una serie di accuse di detenzione di armi e altri reati, tra cui maltrattamenti sulla fidanzata.

In albergo con la pistola semiautomatica 2 anni e 8 mesi per il rapper Baby Gang

Trapper Baby Gang

Cosa stabiliva il provvedimento

La “sorveglianza particolare” prevedeva per sei mesi un elenco di “limitazioni” nella detenzione per il trapper, tra cui il non poter partecipare ad alcuni corsi all’interno dell’istituto penitenziario, il poter stare negli spazi all’aperto solo per due ore al giorno, essere detenuto in “camera singola”, senza “fornellino” né armadi, soprammobili e televisore, ma soltanto con una radio, il letto e “un tavolo con lo sgabello”.

Ok divieto di usare fornellino

Nel provvedimento la Sorveglianza (giudici Corbetta-Fertitta) dà atto della “pessima condotta” del cantante, della sua “aggressività” e del fatto che, proprio perché è noto e “ben conosciuto dai giovani”, ha una “sorta di ‘ascendenza’” sugli altri detenuti. E che il suo comportamento in carcere è “preoccupante” e turba “ordine e sicurezza”. Per i giudici, quindi, se è corretto il divieto, ad esempio, di usare il “fornellino”, per evitare “rischi”, non lo è quello di avere la tv in cella. E il periodo di sorveglianza particolare, sempre per i giudici, va ridotto da tre a sei mesi e quindi fino al 2 luglio.