di
Clarida Salvatori
Seduto su una panchina con le gambe accavallate mentre saluta chi entra nel parco. Lunedì 15 giugno l’attore, che nel quartiere aveva girato alcune scene dei suoi film, avrebbe compiuto 106 anni
Seduto con le gambe accavallate. Giacca e cravatta. Un gran sorriso. E un braccio alzato, in un gesto di saluto. Così la statua di Alberto Sordi, da oggi, accoglierà i visitatori di Villa De Sanctis, sulla Casilina. Un po’ come quella dello scrittore Fernando Pessoa nel quartiere del Chiado a Lisbona. Lasciando spazio anche a chi vuole sedersi al suo fianco. Proprio come ha fatto per primo il sindaco Roberto Gualtieri: «È esattamente come era lui. Ti guarda negli occhi e ti sorride. Lascia intravedere una personalità di spessore pur rimanendo sempre semplice e umile, ma con una raffinatezza culturale e intellettuale molto importante — ha detto —. Sono certo che questo diventerà presto un luogo di culto della Capitale».
Lì aveva spento le sue prime 80 candeline
L’omaggio al grande attore romano, che nella sua carriera ha recitato in 160 film, arriva in un giorno speciale, quello del suo 106simo compleanno. E viene esposto in un quartiere che lui ha amato molto: proprio a Villa De Sanctis aveva spento infatti le sue prime 80 candeline e festeggiato il suo essere «sindaco per un giorno», all’epoca in cui il primo cittadino era Francesco Rutelli che ha ricordato così quell’occasione: «Abbiamo inaugurato insieme il restauro della Torre delle Milizie, che sovrasta la torre del Marchese del Grillo, e mentre salivamo le scale ridevamo perché, per quanto fosse ginnico e in forma, alla fine era affaticato e non faceva che ripetere “Ah Francé, te possino!”». Inoltre alcuni dei suoi film, così intrisi di romanità, furono girati qui o in zone vicine, per altro a due passi dagli studi di Cinecittà: da «Un borghese piccolo piccolo» a «Un americano a Roma» e «Il medico della mutua».
Da un’idea di Mauro Caliste
Tutto è nato da un’idea del presidente del V Municipio, Mauro Caliste, che tre anni fa ha «sottoposto l’idea al sindaco e al presidente della Fondazione Alberto Sordi, Giambattista Faralli, che subito l’hanno accolta con entusiasmo. Questa — ha detto Caliste — è solo la prima statua che verrà dedicata ad Alberto Sordi nella nostra città. E ci piace molto l’idea di potersi sedere qui con lui». «La nostra missione è quella di tramandare la memoria di Alberto Sordi alle generazioni future — ha aggiunto Faralli — e siamo felici di averlo fatto in questo quartiere, che ancora oggi mantiene viva la romanità genuina di cui lui è stato un grande interprete».
Il messaggio di Veltroni e i ricordi di Gianni Letta
Tanti i cittadini accorsi a Villa De Sanctis per lo svelamento della statua dell’Albertone nazionale. A loro è arrivato il messaggio di Walter Veltroni, che non ha potuto essere presente alla celebrazioni, su quello che ha definito un uomo che «ha avuto il merito di far ridere e sognare intere generazioni di italiani». Gianni Letta ha invece ricordato un aneddoto divertente di quando l’attore gli ha tirato un brutto scherzo facendogli recitare se stesso in «Io so che tu sai che io so»: «Già, mi fece interpretare proprio il ruolo del direttore de Il Tempo».
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16 giugno 2026
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