Kit di pronto soccorso: cosa mettere in valigia? Per una partenza più tranquilla possiamo pensare a una piccola scorta dei medicinali abituali, ma sarà un’ottima idea anche aggiungere qualche rimedio semplice che potrebbe tornare utile quando ci troviamo lontani da casa. Dal classico cerotto dopo le lunghe camminate al mal di testa, ecco un prontuario da organizzare prima delle vacanze.
L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che proteggere la propria salute in viaggio significa anche proteggere quella degli altri. Molte malattie infettive contratte all’estero possono, infatti, rientrare con noi al ritorno. Usare cautela e osservare la situazione è importante.
Viaggiare significa scoprire luoghi nuovi, ma anche esporsi a condizioni ambientali, climatiche e igienico-sanitarie che possono essere molto diverse da quelle abituali. Un cambio di fuso, il caldo intenso, l’altitudine, l’acqua non sicura o il contatto con insetti vettori possono trasformare una vacanza in un problema di salute, per noi e per gli altri.
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Prima di partire: la visita pre-viaggio
Soprattutto in caso di viaggi extraeuropei o in aree tropicali, uno dei consigli principali è non improvvisare. Idealmente, 4-6 settimane prima della partenza sarebbe utile effettuare una visita dal medico di famiglia o presso un ambulatorio specializzato, così da valutare diversi fattori in relazione alla meta: stato vaccinale, eventuali patologie croniche, allergie, terapie in corso, gravidanza o condizioni di fragilità.
Anche la tipologia di viaggio conta molto. Nel caso stessimo valutando trekking e viaggi con lo zaino in spalla risulta fondamentale, per la riuscita e la sicurezza, prepararsi adeguatamente, sia a livello fisico, sia per quanto riguarda l’attrezzatura da portare con sé. Per esempio nei viaggi a piedi uno degli ostacoli più importanti da considerare è il fatto di percorrere molti chilometri per più giorni consecutivi: esercizio e un buon paio di scarpe tecniche possono davvero fare la differenza.
Vaccini: quali servono?
La questione vaccini dipende dalla meta. L’ISS raccomanda innanzitutto di essere in regola con le vaccinazioni previste dal calendario nazionale. In base alla destinazione, inoltre, essere consigliati o richiesti vaccini specifici, per esempio contro epatite A, febbre tifoide, rabbia, meningite meningococcica o febbre gialla.
La vaccinazione contro la febbre gialla è considerata l’unica vaccinazione che, secondo il Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS, può essere legalmente richiesta da alcuni Paesi come condizione d’ingresso, soprattutto per viaggiatori provenienti da aree dove la malattia è endemica. In alcune aree tropicali può essere indicata anche la profilassi antimalarica.
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Cosa mettere in valigia: il kit salute
Come preparare una piccola farmacia da viaggio? Non serve portare mezzo armadietto di casa, ma alcuni strumenti possono rivelarsi preziosi. In particolare, gli esperti consigliano di non dimenticare i farmaci abituali in quantità sufficiente per tutto il soggiorno, con eventuale prescrizione medica se necessaria.
Utile avere con sé anche antipiretici o antidolorifici, un antidiarroico, sali reidratanti orali, cerotti, disinfettante, repellente per insetti, crema solare ad alta protezione e un termometro.
Chi soffre di allergie dovrebbe portare i farmaci di emergenza abituali, inclusi antistaminici. Avere con sé i foglietti illustrativi dei medicinali è una buona abitudine: in caso di necessità, anche all’estero, sarà più semplice risalire al principio attivo e individuare un equivalente.
Attenzione a zanzare, zecche e insetti
Non tutti i rischi passano dal cibo. In molte destinazioni tropicali o subtropicali le punture di insetto possono trasmettere malattie importanti, tra cui dengue, malaria, chikungunya, Zika o febbre gialla.
La protezione resta fondamentale: abiti leggeri ma coprenti, zanzariere, repellenti e attenzione agli orari di maggiore attività degli insetti. Anche in Europa le zecche meritano attenzione, soprattutto in zone boschive o di montagna: non dimentichiamo che mettere in valigia una semplice pinzetta può essere semplice e utilissimo, anche in caso di schegge.
E al ritorno?
Molti viaggiatori commettono un errore: pensano che il rischio finisca con l’atterraggio. Se dopo il rientro compaiono febbre, diarrea persistente, eruzioni cutanee o sintomi insoliti, è importante informare subito il medico, specificando il Paese visitato. Può essere fondamentale per orientare rapidamente la diagnosi.
Il miglior farmaco da viaggio resta la prevenzione. Informarsi sulla destinazione, consultare fonti ufficiali e non affidarsi a consigli improvvisati permette di ridurre gran parte dei rischi. Preparare bene una valigia significa anche sapere che cosa potrebbe servire alla nostra salute.
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