Un lungo tratto di via Sacro cuore chiuso durante l’evento che seguirà il corteo. E durante la parata, divieto di transito in tutte le strade che ospiteranno il passaggio della marcia arcobaleno. Sono questi i due principali provvedimenti contenuti nell’ordinanza di modifica della viabilità varata martedì dall’amministrazione comunale in vista del primo Pride rodigino, sabato 20 giugno. Firmata dal comandante della polizia locale Luca Sattin, lo stesso che ha fornito il parere tecnico negativo all’occupazione di piazza Matteotti che era stata, invece, la destinazione del corteo richiesta dal comitato Rovigo Pride, l’ordinanza, nella fascia oraria che va dalle 16 alla mezzanotte, impone il divieto di transito, strada chiusa con deviazione alle ultime intersezioni utili in piazza Cervi, nelle vie Regina Margherita, Fiume, Magro, Trieste, Silvestri, Gattinara, Boscolo, piazza Merlin, via Ponte Roda, Corso del Popolo nel tratto compreso tra via Ponte Roda e piazza Matteotti, via Grimani fino a raggiungere piazza Tien An Men. Istituito anche il divieto di sosta con rimozione coatta in piazza Cervi, viale Regina Margherita, nelle vie Fiume, Magro, Boscolo, piazza Merlin, nelle vie Ponte Roda e Grimani e in piazza Tien An Men. Infine, una volta conclusa la parata quando i partecipanti si raduneranno in piazza Tien An Men per l’evento finale, è stata disposta la chiusura di via Sacro cuore con divieto di transito nel tratto compreso tra via Porta San Giovanni e via Castiglioni, la temporanea istituzione dell’area pedonale con il limite di 30 chilometri orari per il transito dei residenti e frontisti. Disposta inoltre la sorveglianza di ogni incrocio con la presenza di movieri durante il corteo e durante l’evento finale anche perché, come rileva l’ordinanza, il percorso “in gran parte risulta essere contrario al normale senso di marcia istituito nelle aree”.

Certo che, se il diniego di utilizzare piazza Matteotti è stato motivato dal comandante Sattin con la necessità di “preservare la piena funzionalità di piazza Matteotti quale area di transito e distribuzione dei flussi pedonali diretti verso il centro storico e verso gli eventi programmati nella medesima giornata”, appare alquanto singolare arrivare alla chiusura di via Sacro cuore a partire dalla zona del parcheggio di piazzale Di Vittorio per le medesime motivazioni. Ma tant’è: ormai è deciso che il Pride sarà “confinato” in piazza Tien An Men e indietro non si torna.

Nel frattempo, sul Pride continua ad infuriare la polemica con la presa di posizione a favore della “marcia per i diritti ed uguaglianze” di Roberta Denanni, segretaria della Fp Cgil, di Rifondazione comunista e di Mediterranea Rovigo centro. “In queste settimane abbiamo assistito a parole sbagliate, giudizi pesanti, tentativi di spostare il Pride lontano dal cuore della città – afferma Denanni – Poi il diniego all’arrivo in piazza Matteotti. Ci è stato detto, in sostanza, che quella piazza sarebbe troppo fragile. Ecco, da Segretaria Fp Cgil Rovigo con delega alle politiche di genere, penso che la vera fragilità non sia quella delle piazze. La vera fragilità è quella di una politica che ha paura dei corpi, delle storie, delle famiglie, delle identità, della libertà delle persone”. Dal canto suo, Rifondazione comunista sottolinea: “È inaccettabile che si neghi uno spazio dedicato a Giacomo Matteotti, martire assassinato dal fascismo, proprio a chi oggi lotta per libertà, dignità e autodeterminazione. È un paradosso doloroso e rivelatore: mentre si chiudono le porte al Pride, in quella stessa piazza si è visto svolgere di tutto”. Infine Mediterranea Rovigo centro: “Sabato è una data doppiamente importante perché coinciderà con la Giornata mondiale del rifugiato. Aver scelto di essere presenti al Pride proprio in questa precisa data non è, per noi, una coincidenza o un semplice invito formale, ma una necessità politica fondamentale”.