Trionfa la mostra di “Giotto e San Francesco“ e dal primo luglio arriva un capolavoro di Vincent Van Gogh, “L’Arlesiana“. Arte in festa alla Galleria Nazionale dell’Umbria con la doppia impresa messa a segno.

Il bilancio. “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento“ si è chiusa domenica con un successo straordinario, che la consacra come la mostra primaverile della Gnu più visitata dal 2024: “Sono state 56.258 le persone che hanno scelto di immergersi nella storia del passaggio epocale vissuto dalla pittura europea in Umbria tra la fine del ’200 e i primi decenni del ’300”. Il 15% degli ingressi ha coinvolto un pubblico internazionale. Su tutti quello francese (20,8% sul totale dei visitatori stranieri), poi Stati Uniti (16,5%), Inghilterra (12.6%)m Germania (11,3%) e Spagna (7,9%). Sorprendente anche il numero di visite guidate: 586 nei tre mesi della mostra, molte destinate a studenti e giovani. Anche la vendita del catalogo edito da Silvana Editoriale, ha registrato un record assoluto con 771 copie. “Non potevamo celebrare meglio il ruolo fondamentale che la committenza francescana ha avuto nella storia dell’arte – commenta Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria – Grazie allo straordinario lavoro di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, la fiducia dei partner dell’iniziativa è stata ripagata con un successo di rara importanza, che ha generato un grande indotto sul territorio e rafforzato il prestigio della Galleria, punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale per gli studi sull’arte italiana tra ’200 e ’500”.

Il capolavoro. E dal primo luglio un altro evento espositivo arricchirà le sale del museo: in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma arriva “L’Arlesiana“ di Vincent Van Gogh, olio su tela del 1890 che ritrae Madame Marie Ginoux. E’ il terzo atto del progetto “Un capolavoro a Perugia“ (dopo Le tre età di Klimt e il Nu couché di Modigliani) ed è immaginato come un percorso a tre tappe, che prevede la collocazione del capolavoro in una parete “tutta per sé”, anticipata da uno spazio preliminare, per illustrare il contesto storico-critico e arricchita da un ambiente immersivo per ripercorrere attraverso proiezioni-video molteplici aspetti salienti dell’universo formale, tecnico e culturale dell’artista. Decisiva anche la collaborazione con il Museo dell’Ottocento di Pescara – Fondazione Di Persio Pallotta, che offre in prestito sedici opere di artisti italiani operanti a Parigi in anni prossimi a quelli dell’impressionismo e di Van Gogh. Saranno esposti ritratti femminili di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini, forieri di una nuova visione dell’immagine della donna, che apre alle avanguardie del XX secolo.

Sofia Coletti