Siena, 15 giugno 2026 – Moderne eppure così antiche. Dipinte ad olio. Sembrano, a colpo d’occhio, il prodotto di un algoritmo dell’intelligenza artificiale, invece sono fatte a mano. In maniera certosina. Una coppia ha inventato il Pop pointillism beyond AI, quella che l’atlante dell’arte contemporanea di Giunti, l’uscita ormai è prossima, definisce avanguardia che reinterpreta il puntinismo di Seurat in chiave moderna. Le opere sono costituite infatti da migliaia di ’dots’. Puntini, appunto. Come il ritratto appena donato al Quirinale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della Marina militare 2026 e del 150° del Corpo di commissariato militare marittimo. “Grazie per il bel quadro – le parole di Mattarella –, bello non per il soggetto ma per la fattura così originale”.

La coppia a Venezia
La coppia artistica si chiama ’MaMà Dots’. Dal nome di moglie e marito, Marianna e Mauro. Lei è originaria della Valdichiana. Marianna Improta, infatti, pur vivendo per lavoro a Roma, ha tuttora radici a Chiusi. Ha sempre frequentato la parrocchia di don Antonio Canestri, ed è così legata alla sua terra che il figlio, ora 13enne, ha deciso di farlo nascere all’ospedale di Nottola, a Montepulciano. “Il mio sogno – spiega – era di entrare all’Accademia navale di Livorno, come infatti è stato, ma sono da sempre appassionata d’arte, crescere in Toscana al riguardo aiuta. Anche mio marito lo era, così abbiamo dato origine a questo connubio artistico”. Marianna Improta tiene a sottolineare “che hanno voluto unire la pittura ad olio a qualcosa che parlasse del futuro, a linguaggi visivi del presente. L’arte, del resto, ha sempre avuto la capacità di presagire i fenomeni sociali e di interpretarli in modo originale”.
Il ritratto del presidente Mattarella consegnato al Quirinale, che misura 110 per 130 centimetri, è un esempio plastico del ’pop pointillism bejond AI’. L’immagine richiama infatti l’estetica dei pixel e dell’intelligenza artificiale ma è stata, come detto, interamente dipinta a mano con colori a olio su tela. Il pixel viene riportato alla materia pittorica, la griglia digitale diventa struttura manuale, l’immagine apparentemente tecnologica rivela la presenza dell’uomo. “Nessuna contrapposizione alle nuove tecnologie – tiene a sottolineare Marianna – riconoscendole, unitamente all’intelligenza artificiale, strumenti di crescita per l’arte a patto che restino orientati dal controllo umano”.
Questa ’bottega familiare’, lo studio infatti si trova nella loro abitazione, nel giro di neppure tre anni ha riscosso enorme apprezzamento passando dai primi riconoscimenti galleristici e di committenza privata alla presenza in sedi istituzionali, fondazioni, giungendo fino alla California. Una personale, fra 2024 e inizio 2025, è stata allestita anche a Palazzo Bastogi a Firenze. La loro madrina artistica è stata però Anna Fendi, che si è innamorata delle loro opere e ha accolto la prima esposizione nella sua associazione culturale. Parole di elogio sono state pronunciate anche da Vittorio Sgarbi. Fra gli eventi di quest’anno anche un progetto importantissimo in autunno che per il momento resta avvolto nel massimo riserbo.
“La prossima sfida artistica? L’auspicio è quello di poter creare una scuola di Pop Pointillism Beyond AI per le nuove generazioni e di continuare il viaggio intrapreso, diffondendo il nostro messaggio in tutto il mondo”, spiega Marianna Improta.