di
Salvatore Mannino

Sara Ceccantini, di Arezzo, 37 anni, era impiegata in uno stabilimento di Prada che ieri è rimasto chiuso per lutto. Sabato si sarebbe sposata col suo compagno con cui ha una figlia di tre anni

Chiuso per lutto. Lo stabilimento Prada di Valvigna, nel Valdarno aretino, ha fermato le macchine ieri pomeriggio in segno di condoglianze per la morte della dipendente Sara Ceccantini, 37 anni, uccisa in un terribile incidente stradale nell’isola greca di Mykonos, durante la vacanza di addio al nubilato, prima del matrimonio che avrebbe dovuto celebrarsi sabato.

Lei, laureata in economia e madre di una figlia di tre anni, era impiegata della contabilità in questa fabbrica modello, oltre 2 mila addetti, la principale sede produttiva di Prada, nel comune di Terranuova, a fianco dell’Autosole. A disporre lo stop è stato il patron del grande gruppo della moda Patrizio Bertelli, pure lui aretino come la vittima, con una mail che nella tarda mattinata è arrivata, a sua firma, sulle caselle di posta elettronica di tutti i dipendenti.



















































A quanto trapela dagli ambienti di Prada, il presidente si era interessato delle condizioni di Sara fin da quando lei era ancora in agonia nell’ospedale della vicina isola di Syros, dove era stata subito ricoverata, ma non c’è stata la possibilità di trasferirla ad Atene perché i medici l’avevano già dichiarata intrasportabile. È molto grave anche una delle amiche aretine in vacanza con lei, ora ricoverata nella capitale greca, mentre le altre due sono rimaste leggermente ferite nello scontro frontale fra la loro auto e un’altra.

Sara si è spenta nella notte fra il 15 e il 16, Bertelli e Prada stanno adesso aiutando la famiglia nelle pratiche di rimpatrio della salma e successivamente, secondo fonti aziendali, contribuiranno alle necessità finanziarie dei parenti e della figlia. Una pratica che magari è inconsueta nell’industria italiana ma che invece per il gruppo della moda è un’abitudine: i dipendenti delle fabbriche valdarnesi del marchio hanno stipendi, premi e welfare all’avanguardia, già in passato Bertelli aveva partecipato alle spese di rimpatrio della salma di un valdarnese nel team di Luna Rossa, morto in Spagna.

Sara Ceccantini era partita venerdì, insieme alle tre amiche, per questo lungo addio al celibato, preludio al matrimonio e al ricevimento in località nei pressi di Arezzo. Il compagno, Luca Bugialli, ha un’attività commerciale di caccia e pesca a San Giovanni Valdarno. È andato tutto bene fino a domenica pomeriggio, quando è avvenuto lo scontro su una stradina di Mykonos, in cui l’impiegata, seduta sul sedile posteriore, ha avuto la peggio, anche se non è morta sul colpo.

La notizia della tragedia ha cominciato a diffondersi a Valvigna fin dalla mattina di ieri, scatenando un’ondata di emozione fra i dipendenti che ben conoscevano la collega, poi la scelta di chiudere giunta dall’alto. Dolore e sconcerto anche ad Agazzi, la frazione di Arezzo di cui Sara era originaria, dalla parte opposta del capoluogo rispetto alla villa nella quale Bertelli vive quando è in città. 

«La conoscevamo bene, come la madre e la sorella — raccontano dal bar del paese — gente perbene, non meritavano un dolore così atroce. Sapevamo anche del matrimonio imminente, ma quando si mette di mezzo il destino…». Nella parrocchia del borgo è stata organizzata anche una veglia di preghiera, mentre l’ambasciata italiana ad Atene e il personale consolare si stanno occupando della tragedia fin dal primo momento, come spiega una nota della Farnesina.

Nel pomeriggio di ieri è arrivato anche un post di lutto sui social del neosindaco di Arezzo Marcello Comanducci: «Notizia che lascia senza parole, la morte di Sara colpisce tutta la nostra comunità». In mattinata era giunta la nota del Comune di San Giovanni. A Mykonos sono già arrivate la sorella e la suocera di Sara, insieme ad amici. Avrebbero voluto festeggiare un matrimonio, si ritrovano a piangere un terribile lutto.

APPROFONDISCI CON IL PODCAST


Vai a tutte le notizie di Firenze

Iscriviti alla newsletter del Corriere Fiorentino

17 giugno 2026 ( modifica il 17 giugno 2026 | 08:13)