Il cast così imponente permette di creare un potpourri di personalità, età, caratteri, origini e capacità di verbalizzazione. E soprattutto alimenta le dinamiche tipiche dei gruppi numerosi, come le alleanze, le tensioni, le divisioni, le rivalità, la divisione tra cui scompare sullo sfondo e chi emerge come leader: tutte dinamiche, cioè, che sono diabolicamente perfette per costruire una competizione da consumare avidamente in binge watching. Ne viene fuori un Circo Barnum di sguaiatezza, spregiudicatezza, inciuci, intrattenimento involontario, ilarità e irritazioni che in fondo sono qualcosa di irresistibile se si vuole staccare il cervello.
Dopo aver importato il reality game per eccellenza The Traitor, e aver espanso il genere con titoli come Red Carpet, Celebrity Hunted e in fondo anche col pioniere Lol, Prime Video sa benissimo che la contaminazione tra i generi e i linguaggi ha un potenziale streaming pazzesco. Ma se, sulla carta, questo era un gioco in cui schierare soprattutto la folta fauna emersa da canali come TikTok, alla fine il vero sfizio era proprio constatare come le dinamiche più succulente erano debitrici della cara vecchia tv. Ci sono coppie che si sono messe a pomiciare poche ore dopo essersi conosciute, bromance nate dopo un solo tuffo in piscina, pianti e litigi furibondi attorno a un posto in camerata degni dei primissimi Gieffe, e poi ovviamente gli amori scoppiati che cercano una seconda chance (la quota Temptation che spinge) e poi le solite fumantine come Elia e Caruso, che saprebbero creare bagarra squisitamente catodica anche nel refettorio di un monastero. E quello che in fondo fa più ridere più di tutti è Francesco Chiofalo, passato da Temptation Island alla legittimazione “intellettuale” di Belve in poche stagioni.