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Redazione Roma
Il ritratto dello storico amico e collaboratore di Raffaella Carrà: «Non c’è stata un’altra come lei, sapeva fare tutto. Non amava la cronaca nera nei programmi del mattino. Ho fiducia nella fondazione»
«Raffaella Carrà manca molto. Manca il suo modo di fare televisione, il suo comunicare alla gente, la sua unicità in tutto»: parole del press agent Angelo Perrone, storico amico e collaboratore in molteplici occasioni della regina della televisione italiana che domani, giovedì 18 giugno, avrebbe compiuto 83 anni. «Raffaella ha dimostrato di saper far tutto, dai varietà del sabato sera all’incontro con madre Teresa di Calcutta nel mezzogiorno di Rai1. Un’assoluta pioniera. Non c’è stata più una come lei. Grazie a Stefano Coletta arrivò a fare un programma su Rai3 di sole interviste ai numeri uno. Ne era orgogliosa» prosegue il manager, intervistato da LaPresse.
«Amava le trasmissioni che riportavano al varietà»
A Raffaella cosa piaceva guardare in tv? «Ricordo bene che non amava le trasmissioni di cronaca nera al mattino, mentre si appassionava ai talk serali e soprattutto le piaceva tutto ciò che riportava all’atmosfera del varietà. Trasmissioni come ad esempio Tale & Quale Show».
Alla domanda su come avrebbe festeggiato il suo compleanno, l’agente non ha dubbi: «Si sarebbe circondata, come sempre, dei suoi più stretti amici e collaboratori, Sergio Japino, Gianluca Pelloni, Alessandro Lo Cascio, suo manager. Il suo rapporto con le colleghe? Formale, professionale, a volte di stima. Per esempio mi raccontò che grazie ad un’intervista che Mara Venier le concesse in Spagna, le venne la voglia di tornare a lavorare in Italia e così l’anno dopo nacque Carramba che sorpresa. Ad Antonella Clerici tolse il saluto per un periodo perché, secondo lei, non era stata corretta a fare il sequel di un suo show, Sogni, con la sua stessa équipe, senza avvisarla. Infatti preferì andare ospite dal competitor Io canto condotto da Gerry Scotti piuttosto che a Ti lascio una canzone. Con Loretta Goggi c’era affetto per aver cominciato contemporaneamente nel varietà, negli anni 70. E stimava molto Silvia Toffanin e le sue interviste garbate, come le definiva lei. Solo per questioni logistiche non riuscì ad andare a Verissimo, ma le piaceva molto».
«Di sicuro Gian Luca Pelloni lancerà iniziative degne»
Perrone ricorda i tanti spettacoli che le hanno dedicato nel mondo in questi anni dopo la sua scomparsa: «Lei non amava molto le autocelebrazioni. In qualche modo avrebbe certo sorriso, gradito. Ricordo che per un famoso suo compleanno le avevo proposto un mega concerto allo stadio Olimpico ripreso da Rai1, ma mi prese per pazzo. Io fino ad ora ho visto pessimi tentativi di renderle omaggio». Ora nasce però una fondazione a suo nome: «Ne sono contento e aggiungo era ora. Sono certo che Gian Luca Pelloni e Matteo Pelloni, rispettivamente il figlio adottivo nonché grande collaboratore di Raffaella e il nipote, faranno un grande lavoro e iniziative degne del nome di Raffaella. E soprattutto lo proteggeranno. Credo che ne faccia parte anche Laura Fattore, sua storica addetta stampa. Tutte persone che le hanno voluto bene». E invece un ricordo legato a lei e Raffaella? «La bella e sana amicizia che ci ha legati da quando ci incontrammo nel 1983. Tanti momenti indimenticabili, professionali e privati. E poi il dolore immenso al momento della sua scomparsa. Il pianto di Cristiano Malgioglio, tra gli ultimi ad averle parlato al telefono».
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17 giugno 2026 ( modifica il 17 giugno 2026 | 11:53)
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