Punti vendita che offrono non solo prodotti alimentari di largo consumo, ma anche articoli elettronici e tecnologici. Un contesto in cui i consumatori, sempre più attenti alle proprie tasche, confrontano offerte e volantini alla ricerca delle promozioni più convenienti.

In Italia questo modello distributivo si è affermato decisamente più tardi rispetto ad altri Paesi, ma ha saputo recuperare in tempi brevi il terreno perduto come confermano anche i risultati della nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo italiana realizzato da Area Studi Mediobanca.

Crescita esponenziale

Viene stimata una crescita delle vendite del 4,3 per cento rispetto al 2024, superando il +2,3 per cento registrato in quell’anno. Nel 2024, l’aggregato dei maggiori gruppi della grande distribuzione organizzata nazionale a prevalenza alimentare ha realizzato un fatturato netto pari a 109,8 miliardi di euro, di cui 13,4 miliardi riconducibili a operatori a controllo estero (12,2 per cento del totale). Tra il 2019 e il 2024, le vendite sono aumentate del 30,9 per cento con un tasso medio annuo del 5,5 per cento.

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Crescono i ricavi derivanti dalle attività promozionali: segnano +4,1 per cento all’anno tra il 2019 e il 2024, pari al 6,5 per cento delle vendite dei dettaglianti; i ricavi immobiliari sono l’1,2 per cento. La grande distribuzione organizzata conferma l’alta incidenza del costo orario del lavoro: i costi del personale dei retailer nazionali costituiscono in media il 12,5 per cento delle vendite, quelli per trasporti e logistica il 3,1 per cento e i costi dell’energia l’1,9 per cento.

Tiene la redditività nel 2024: l’Ebit marginale, indicatore dell’efficienza economico-finanziaria, si attesta al 2,7 per cento, mentre il Roi, che misura la redditività degli investimenti, raggiunge il 7,1 per cento. Entrambi sostengono la crescita degli investimenti (+4,9 per cento sul 2023). Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della Gdo nazionale hanno distribuito dividendi per 1,3 miliardi e immesso risorse tramite aumenti di capitale a pagamento, con finalità di investimento o di rafforzamento, per 691 milioni di euro.

Discount più centrali

Nel 2024 i discount, spesso indicati come la proposta retail su cui si focalizza l’attenzione in rapporto agli effetti dell’inflazione sul potere d’acquisto, non corrono più da soli: il loro fatturato è aumentato del 3,6 per cento rispetto al 2023, contro il +2 per cento degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2024 dell’8,4 per cento (+4,9 per cento gli altri). Spicca la marginalità: l’Ebit margin, il margine operativo, dei discount si attesta nel 2024 al 5,1 per cento, decisamente superiore al 2,1 per cento degli altri gruppi, così come il Roi, la redditività del capitale investito, pari al 16,6 per cento contro il 5,6 per cento degli altri operatori.

Brillano per vendite le aziende del Mezzogiorno (+8,4 per cento medio annuo sul 2019), seguite dalle imprese del Centro Italia (+6 per cento), mentre gli operatori del Nord-Est risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest (+5,2 per cento contro +2,9 per cento). La pandemia Covid-19 ha accelerato un cambiamento strutturale nelle abitudini di acquisto degli italiani, a beneficio dei discount che si sono evoluti non solo nell’offerta, ma anche nei servizi di prossimità e nelle marche proprie.

Gfk Consumer Panel Italia-2

Sicilia al top

All’inizio del 2026 sono stati resi noti i dati dell’indagine di Altroconsumo sui supermercati, ipermercati e discount più apprezzati dai consumatori italiani. Sono stati coinvolti oltre 22mila cittadini, facendo emergere anche come la spesa online non sia ancora entrata a pieno titolo tra le abitudini della popolazione italiana: soltanto il 12 per cento degli italiani fa la spesa via Internet, e appena il 2 per cento lo fa ogni settimana. In testa alla classifica delle catene nazionali più apprezzate c’è NaturaSì, con 79 punti su 100: nata nel 2009, rappresenta la maggiore realtà specializzata nella distribuzione e vendita di prodotti biologici e biodinamici.

Tornando alla nuova edizione dell’Osservatorio sulla Gdo italiana e internazionale a prevalenza alimentare, dall’analisi dei conti dei singoli operatori emerge un dato particolarmente interessante: il Gruppo Radenza ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2024, pari al +13,5 per cento. Si tratta del master franchising di Coop in Sicilia e rappresenta uno dei principali operatori della grande distribuzione organizzata dell’isola, con oltre 240 punti vendita distribuiti su tutto il territorio regionale.

Coop Gruppo Radenza

Il Gruppo Radenza, che ha puntato sulla linea “Origine” con prodotti come olio extravergine di oliva, latte fresco, pesce, salumi, ortaggi e frutta, si descrive come “una famiglia unita e legata ai valori del territorio. Ciò si può notare dai prodotti tipicamente siciliani che promuoviamo con orgoglio nei nostri supermercati, per supportare le realtà delle filiere regionali”.

Segue iN’s Mercato (+12,1 per cento), che fa parte del Gruppo Pam, guidato dalla famiglia Bastianello, presente con oltre 560 punti vendita in 12 regioni italiane. La sua storia inizia nel 1994 con l’inaugurazione del primo negozio, in Veneto. Da lì la crescita è stata vertiginosa, grazie all’apertura di nuovi punti vendita che nel 1998 sono diventati 195 in tutto il Paese. Nel 2011 iN’s Mercato ha introdotto una linea biologica e tra il 2020 e il 2021 ha lanciato sul mercato tre nuovi format: In’s Orto, Forno e Pescheria.

Crescita record

Un’altra realtà importante che emerge dai dati dell’Osservatorio è Tatò Paride (+10,4 per cento). Nata nel 1850 con l’apertura del primo punto vendita al dettaglio a Barletta, debutta nel 1978 nella distribuzione organizzata e oggi conta 342 punti vendita. L’azienda è guidata dalla terza generazione della famiglia, con Bartolomeo Tatò e Paride Walter Tatò ai vertici del gruppo. E ancora, Agorà Network (+10,1 per cento), gruppo della distribuzione alimentare con un forte legame con il territorio, la cui società è stata fondata nel 2000 a Milano da Maurizio Gattiglia, Marcello Poli e Antonio Tirelli.

Osservatorio sulla GDO alimentare

Nell’ultimo anno primeggiano poi RetailPro (+7,9 per cento), che nasce da una partnership strategica con il Gruppo Pam, con particolare focus in Campania, e le già citate Agorà (+7,8 per cento) e Gruppo Radenza (+6,3 per cento). Seguono Sait (+5,4 per cento), il Consorzio delle Coop del Trentino-Alto Adige, che ha superato per la prima volta i 600 milioni di euro di vendite, ed Eurospin (+5,1 per cento), il più grande discount italiano, nato nel 1993 e con oltre 1.100 punti vendita in Italia e Slovenia. Proprio Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: 1.931,2 milioni.

App per fare la spesa

Proseguiamo con Pac 2000 A (Gruppo Conad), la più grande Cooperativa del consorzio, con vendite pari a 4.902 milioni di euro nel 2024. Segue Selex Gruppo Commerciale (+4,6 per cento), nata nel 1964 e oggi forte di una rete multicanale integrata composta da 3.254 punti vendita. L’obiettivo per il 2026 è raggiungere un fatturato di 23,25 miliardi. Citiamo poi Conad e Lidl (entrambe a +3,9 per cento). Nell’ambito del piano di investimenti per il triennio 2023-2025, pari a circa 2 miliardi di euro, Conad ha destinato una quota significativa alla digitalizzazione, puntando sull’app HeyConad, lanciata nel 2022 e arricchita con nuovi servizi nei settori della salute e del benessere, del pet care, dei servizi finanziari e assicurativi e della mobilità.

L'app HeyConad per controllare ordini e promozioni

A proposito di Lidl, che si definisce un “discount di qualità”, vale la pena rammentare che le sue origini risalgono agli anni Trenta in Germania, con l’affermazione di un’azienda di Neckarsulm, nel Baden-Württemberg, attiva nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. In Italia, Lidl è presente dal 1992, anno di apertura del primo punto vendita ad Arzignano, in provincia di Vicenza. Oggi l’azienda può contare su oltre 23.000 collaboratori, circa 800 punti vendita e 12 centri logistici distribuiti sull’intero territorio nazionale.

I magnifici sette

La quota di mercato dei primi sette operatori nazionali –  Conad, Selex Gruppo Commerciale, Coop Italia, Eurospin, Lidl, Esselunga e Gruppo VéGé – è passata dal 52,2 per cento del 2010 al 71 per cento dell’ottobre 2025. Senza la vivacità della distribuzione organizzata, sarebbe rimasta al 50 per cento. Fondata nel 1957 a Milano, Esselunga ha introdotto il primo supermercato in Italia. C’è di più. Tra il 2019 e il 2025 la market share dei sette gruppi della distribuzione organizzata, escluse le cooperative Conad e Coop, è cresciuta di 7,1 punti percentuali, anche grazie all’ampliamento delle basi associative.

gdo italia

Invece VéGé è l’operatore che ha attratto il maggior numero di nuovi associati (sette). La sua storia ha origine nel 1925 a Breda, nei Paesi Bassi, quando il visionario imprenditore Theo Albada Jelgersma aprì il primo negozio dedicato ai prodotti “grocery”, ossia alimenti confezionati come pasta, conserve e biscotti, oltre a bevande quali acqua minerale, bibite gassate e vino. L’esperienza italiana del Gruppo ha avuto inizio nel 1956. Settant’anni dopo, il Gruppo conta 3.590 punti vendita e 16,2 miliardi di fatturato.

Carrello digitale

Dalla corsia fisica al carrello digitale: i supermercati online stanno ridisegnando la grande distribuzione organizzata. In Italia, il comparto dell’e-commerce alimentare sta attraversando una fase di progressivo consolidamento. Nel 2025 il valore degli acquisti online del Food & Grocery è cresciuto dell’8,5 per cento rispetto al 2024, una performance superiore alla crescita media dell’e-commerce di prodotto (+6 per cento). Sono alcune delle principali evidenze emerse durante il convegno Netcomm dal titolo “Strategie e innovazione per lo sviluppo del Food & Grocery omnicanale”.

Nel 2024 il fatturato complessivo della Gdo alimentare italiana è aumentato del 3 per cento rispetto all’anno precedente, proseguendo il trend positivo che caratterizza il settore dal 2022. In questo contesto, i discount come iN’s Mercato si confermano il canale più performante, con risultati economico-finanziari superiori alla media della Gdo tradizionale, anche grazie all’ampliamento e alla valorizzazione dei prodotti a marchio del distributore.

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Nel canale online si osserva una tendenza al mantenimento di prezzi medi più elevati rispetto ai negozi fisici: a dicembre 2024 il differenziale era pari al +5 per cento, contro il +3,5 per cento di inizio anno. Non da ultimo, la consegna a domicilio si conferma la modalità preferita dagli italiani, scelta dall’82 per cento degli acquirenti online. In parallelo, si registra un incremento del ritiro in locker o presso i punti vendita, che raggiunge il 15,9 per cento, in aumento di 5,7 punti percentuali rispetto al 2024.

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