I risultati delle misurazioni che hanno portato la FIA a decidere chi e come potrà disporre dell’ADUO nel corso di questa stagione sono stati comunicati ai team, ma non ancora al resto del mondo.

Da ciò che abbiamo potuto appurare, anche grazie a un’anticipazione di Lewis Hamilton data lo scorso 7 giugno – “la Red Bull ha il motore più potente, la Mercedes è seconda e noi siamo dietro”, aveva detto il fresco vincitore del Gran Premio di Barcellona – il motore termico realizzato da Red Bull Powertrains è stato considerato il più prestazionale del lotto, facendo addirittura meglio del tanto chiacchierato V6 della Mercedes

Una volta preso atto di questo risultato, ossia dopo il Gran Premio di Monaco andato in scena poco più di una settimana fa, Red Bull ha chiesto un riesame dei dati, considerando i valori usciti dalle indagini fatte dalla Federazione non compatibili con la realtà legata alle prestazioni dei soli motori endotermici. La FIA ha avviato un ulteriore controllo – attualmente in corso – prima della comunicazione ufficiale.

In attesa del responso della FIA, Red Bull Racing – tramite le parole del suo team principal, Laurent Mekies – ha spiegato la sua visione legata all’ADUO, a come viene determinato per ciò che riguarda i motori termici, dicendosi assolutamente d’accordo con i parametri scelti per le verifiche.

“Siamo completamente d’accordo con il fatto che il regolamento stabilisca che si debba cercare di valutare soltanto la gerarchia delle prestazioni del motore a combustione interna (ICE). Su questo siamo pienamente d’accordo. Tutti noi abbiamo accettato questa impostazione. E non pensiamo che questo sia il problema”.

Premesso questo, Mekies ha anche spiegato per quale motivo abbia chiesto analisi più approfondite alla FIA legate alle risultanze prestazionali dei motori termici. A suo avviso, infatti, il V6 realizzato da Red Bull Powertrains non dovrebbe essere quello più prestazionale di tutti e, di conseguenza, essere il modello preso come riferimento per poi concedere i vari livelli di ADUO ai costruttori di propulsori avversari.

“Dove certamente vorremmo avere una discussione più approfondita è sul fatto che non vediamo un singolo campione di dati che indichi che noi avremmo un vantaggio rispetto ai nostri amici della Mercedes”.

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Max Verstappen, Red Bull Racing, Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

Il team principal della Red Bull, per sostenere la sua tesi, ha preso in esame le ultime tre gare svolte in stagione. Parliamo dunque dei gran premi di Canada, Monaco e Barcellona. Tre eventi in cui il motore termico ha avuto incidenze differenti. Proprio dove il motore termico ha avuto un forte impatto sulle prestazioni (va da sé che dovrebbe sempre essere considerata anche l’integrazione con la MGU-K, soprattutto dove l’energia elettrica ha un impatto maggiore), ovvero in Canada e a Monaco, le Red Bull hanno faticato.

“Bisognerebbe avere una fiducia estremamente elevata nel modo in cui si valuta la gerarchia delle prestazioni del motore termico per poter assegnare correttamente il vantaggio alla squadra dominante e non a quella che sta inseguendo la squadra dominante”.

“Soprattutto quando si osservano variazioni relative di prestazione da un tracciato all’altro che sono perfettamente coerenti con la sensibilità alla potenza del motore a combustione interna. Ad esempio, vai in Canada, dove la sensibilità alla potenza del V6 è elevata, e noi ci qualifichiamo sesti. Vai a Monaco, dove la sensibilità alla potenza del motore termico è bassa, e ci qualifichiamo a circa 4 centesimi dalla pole position. Vai a Barcellona, dove la sensibilità alla potenza è di nuovo elevata, e ci qualifichiamo ancora sesti”.

“Non vediamo un singolo campione di dati in cui ci valutiamo superiori alla concorrenza, tanto meno in modo costante”.

I rivali (motorizzati Mercedes) vedono il V6 Red Bull davanti a tutti
James Vowles, Williams

James Vowles, Williams

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Certo, oggi sentire dichiarazioni dei rivali di Red Bull parlare del V6 di Milton Keynes come del miglior motore termico fa sorridere. E’ chiaro che, almeno in parte, questi stiano giocando una partita politica per fare in modo che tutti gli altri propulsori – sì, anche quello Mercedes che sta dominando la stagione – possano usufruire dell’ADUO.

Eppure sin dai test invernali del Bahrain in diversi erano già rimasti sorpresi dalla bontà delle prestazioni delle Red Bull, indicando già la power unit britannica come la migliore. E ora, a pochi giorni dall’ufficializzazione dei risultati delle verifiche della FIA, in diversi hanno ribadito gli stessi concetti proposti allora.

“Non sono sorpreso. Già in Bahrain avevamo detto di essere rimasti stupiti dalla loro monoposto”, ha detto James Vowles, team principal della Williams.

“In seguito hanno effettivamente ridotto la potenza, non dopo che ho fatto quella dichiarazione, ma lo hanno fatto durante quel fine settimana. Tuttavia, riuscivano a fare cose sul dritto che noi non siamo in grado di fare, e lo si può vedere anche con la V-CARB. Non riusciamo a eguagliarli in rettilineo, e questo dipende dalla potenza del motore a combustione. Non sono sorpreso che siano i migliori. Hanno fatto un lavoro straordinario durante l’inverno”.

Secondo Sainz, le prestazioni della Racing Bulls confermano tutto
Arvid Lindblad, Racing Bulls, Isack Hadjar, Red Bull Racing

Arvid Lindblad, Racing Bulls, Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Dello stesso avviso è anche Carlos Sainz. Sebbene attanagliato da una situazione tutt’altro che idilliaca per via di una monoposto che avrebbe dovuto proiettare la Williams più vicina ai top team – e invece l’ha fatta regredire perché, tra le altre cose, in sovrappeso – il madrileno ha voluto dire la sua sul motore Red Bull – Ford.

“A dire il vero non mi ha sorpreso (che il V6 ed Bull sia stato considerato il migliore)”, ha dichiarato Sainz. “So che ha sorpreso molte persone, ma sapete che mi piace analizzare i dati e osservare le cose con molta attenzione”.

“Fin dai test in Bahrain, la Red Bull mi aveva sorpreso molto. Sia la Red Bull che la Racing Bulls. Quest’anno ci sono state piste in cui il motore della Red Bull è stato chiaramente il migliore”.

Così come ha detto Mekies, ci sono stati circuiti su cui Red Bull ha fatto molto bene, mentre in altri non è andata altrettanto bene. Eppure, Sainz pensa che il motore termico realizzato da Red Bull Powertrains sia realmente il riferimento attuale della F1 considerando anche le prestazioni che sta mostrando la Racing Bulls.

“E’ vero che ci sono stati altri circuiti in cui il vantaggio non è stato così evidente, ma ci sono state sicuramente gare in cui, quando sono riusciti a sfruttare appieno il potenziale del loro motore, ad esempio in Canada quando fa freddo, o anche a Monaco, la Red Bull ha raggiunto le velocità massime più elevate. E anche la Racing Bulls era lì con loro”.

“Quando vedi la stessa cosa su due vetture differenti, non è una coincidenza. Quindi, onestamente, complimenti a loro, perché arrivare in Formula 1 e già al primo anno produrre un motore leggermente migliore della Mercedes, della Ferrari, dell’Audi e della Honda è un risultato straordinario”.

“Mi tolgo il cappello davanti a loro. E ora è il momento per tutti noi per migliorare”, ha concluso l’ex pilota della Ferrari.

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