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Redazione Milano
A denunciare la nuova grave aggressione subita da una professionista della sanità è stata la «Libera associazione di medicina generale»
Una dottoressa, medico di base a Paullo, nel Milanese, è stata aggredita nel suo ambulatorio da un giovane paziente che pretendeva un certificato di malattia per motivi, sembra, banali e ingiustificati. A darne notizia, la «Libera associazione di medicina generale» (Lamg), che definisce l’episodio «gravissimo» e annuncia l’intenzione di supportare ogni azione legale a tutela della collega e di tutta la categoria. La dottoressa vittima dell’aggressione è stata medicata al Pronto soccorso di Melegnano.
Per la Lamg questo episodio, «ancora più grave perché nei confronti di una giovane donna, rende evidente quanto la campagna denigratoria nei confronti della medicina generale porti anche ad episodi come questo. Non
vorremmo piangere l’ennesima vittima di questo lavoro che, anche per questi motivi, non rappresenta più una opzione per i giovani, soprattutto donne».
La Direzione Generale di Asst Melegnano Martesana in una nota esprime «il più sentito rammarico e la massima solidarietà alla professionista colpita». «Episodi di questo genere – prosegue la nota – non colpiscono soltanto il singolo professionista, ma feriscono l’intera comunità e minano la dignità di chi, ogni giorno con dedizione e in stretta sinergia con la nostra rete territoriale, si spende in prima linea per la tutela della salute pubblica». «Davanti a simili atti non può esserci spazio per la tolleranza», dichiara la Direzione. «Chi aggredisce un operatore sanitario, aggredisce il sistema di cura di cui tutti beneficiamo. Per questo motivo, l’Asst continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per promuovere la cultura del rispetto e per supportare, anche attraverso le opportune interlocuzioni con le autorità competenti, la sicurezza di chiunque operi nelle strutture e sul territorio della nostra rete.»
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18 giugno 2026 ( modifica il 18 giugno 2026 | 17:27)
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