Olivia Wilde ha concesso una rara intervista ad Alex Cooper per il podcast Call Her Daddy. L’attrice e regista ha spiegato di essersi presa una pausa volontaria dalla scena pubblica perché sentiva il bisogno di allontanarsi dal «rumore di fondo» che circondava la sua vita e di elaborare tutto ciò che era accaduto, anche grazie al tempo e alla terapia.

Nel corso della conversazione, durata quasi due ore, Wilde ha affrontato diversi temi, ma era inevitabile tornare sul turbolento biennio 2021-2022. In quel periodo stava lavorando a Don’t Worry Darling, il film che ha diretto e sul cui set ha conosciuto Harry Styles. Dopo la fine della relazione con Jason Sudeikis, padre dei suoi due figli, tra lei e l’ex membro degli One Direction era nata una storia d’amore durata circa due anni.

Una relazione che, però, non fu accolta con particolare entusiasmo da parte del pubblico. Alle critiche rivolte alla coppia si aggiunsero poi le indiscrezioni sui presunti attriti tra Wilde e la protagonista Florence Pugh, oltre al celebre «spit-gate»: la teoria secondo cui Harry Styles avrebbe sputato addosso a Chris Pine durante la presentazione del film al Festival del Cinema di Venezia.

Come se non bastasse, nello stesso periodo Olivia Wilde fu anche raggiunta sul palco del CinemaCon di Las Vegas da alcuni documenti legali relativi all’affidamento dei figli, nell’ambito della separazione da Jason Sudeikis. Un episodio che fece il giro del mondo.

Dopo anni di speculazioni e polemiche, l’attrice ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti.

Parlando della relazione con Styles e dell’ostilità che sembrava suscitare in una parte del pubblico, Wilde ha collegato il fenomeno al rapporto platonico che molti fan avevano sviluppato con il cantante: «Credo che molto avesse a che fare con il tipo di relazione parasociale che le persone hanno con lui, un peso enorme che non gli invidio affatto e lui lo gestisce con grande eleganza».

L’attrice ha poi ricordato quanto fossero duri i giudizi che riceveva anche per gesti del tutto normali: «Andavo ai suoi concerti, ballavo e la gente reagiva come se fosse scandaloso. Del tipo: “Come osi ballare e sorridere?”».