È morto il Major Oak, la quercia millenaria di Robin Hood: vittima della crisi climatica e del turismo di massa.


Germana Carillo Germana Carillo

18 Giugno 2026

@Nilfanion (CC)

Per oltre mille anni ha dominato il cuore della foresta di Sherwood, diventando simbolo di leggende, di biodiversità e di memoria collettiva. Ora il Major Oak, la celebre quercia associata alla leggenda di Robin Hood, è ufficialmente morto.

Lo hanno annunciato gli esperti che da anni monitoravano le condizioni dell’albero monumentale, dopo aver constatato che per la prima volta non ha prodotto nuove foglie durante la primavera.

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Siamo nel Nottinghamshire, in Inghilterra, e questa gigantesca quercia era considerata una delle più antiche del Regno Unito. Secondo le stime, aveva un’età compresa tra gli 800 e i 1.200 anni. Un autentico monumento naturale che nel corso dei secoli ha resistito a incendi, tempeste, nevicate e perfino alle più recenti ondate di calore causate dalla crisi climatica.

La morte annunciata di un gigante

Gli esperti della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l’organizzazione che gestisce la foresta di Sherwood, spiegano che non esiste una singola causa responsabile della scomparsa dell’albero. Piuttosto, si tratta del risultato di una combinazione di fattori accumulatisi nel tempo.

Tra questi, un ruolo importante sarebbe stato giocato dalla pressione esercitata da milioni di visitatori che negli anni hanno raggiunto la foresta per ammirare il celebre albero. Quel continuo calpestio ha progressivamente compattato il terreno attorno alle radici, rendendo più difficile l’assorbimento di acqua, ossigeno e nutrienti essenziali.

A peggiorare la situazione si sono aggiunti gli effetti sempre più devastanti della crisi climatica. Negli ultimi anni il Regno Unito ha registrato estati eccezionalmente calde e siccitose, con temperature record che hanno messo sotto forte stress gli ecosistemi forestali. Secondo gli specialisti che seguivano il Major Oak, il declino dell’albero è coinciso con almeno cinque estati caratterizzate da caldo estremo e siccità prolungata.

Paradossalmente, anche alcuni interventi realizzati per proteggere la quercia potrebbero aver contribuito alla sua fragilità: nel corso degli ultimi cento anni, infatti, sarebbero sono stati installati numerosi sostegni per sorreggere i grandi rami dell’albero e preservarne la struttura.

Misure che, stando agli esperti, potrebbero aver alterato alcuni processi naturali di adattamento della pianta. Negli ultimi anni i conservazionisti avevano concentrato gli sforzi soprattutto sul recupero della qualità del suolo, ormai fortemente degradato dalla pressione turistica.

Nonostante la morte biologica, il Major Oak non verrà abbattuto. La gigantesca struttura continuerà a rimanere nella foresta di Sherwood, trasformandosi lentamente in un prezioso habitat per insetti, funghi, uccelli e altre forme di vita.

Gli alberi monumentali morti, infatti, svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi forestali, diventando veri e propri rifugi di biodiversità.

Inoltre, il patrimonio genetico del Major Oak continuerà a vivere grazie alle numerose giovani querce nate dalle sue ghiande e piantate in varie parti del mondo. Tra coloro che ne custodiscono un discendente c’è anche l’attrice britannica Judi Dench, da sempre impegnata nella tutela degli alberi secolari.

La scomparsa del Major Oak è il simbolo della fragilità del nostro patrimonio naturale di fronte a fenomeni che spesso sottovalutiamo: il turismo non gestito, il degrado del suolo e gli effetti sempre più intensi dei cambiamenti climatici. Come ricordano gli esperti, gli alberi non muoiono semplicemente di vecchiaia, ma con le giuste condizioni ambientali, una quercia come il Major Oak avrebbe potuto continuare a vivere ancora per centinaia di anni.

La sua eredità oggi non appartiene più soltanto alla storia di Robin Hood, ma diventa una lezione preziosa per la conservazione degli alberi monumentali di tutto il mondo.

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