Con questo pari le due nazionali, che in due partite hanno fatto vedere davvero poco, si avviano a braccetto verso l’eliminazione: non lo dice l’aritmetica, ma il buon senso
A braccetto verso l’eliminazione. Non lo dice l’aritmetica, ma lo suggerisce il buon senso. Per la seconda volta in questo Mondiale Repubblica Ceca e Sudafrica hanno fatto vedere troppo poco calcio. Al debutto avevano perso, rispettivamente contro Corea del Sud e Messico, ieri hanno pareggiato palesando limiti enormi. Il livello mostrato finora non basta per andare avanti, nella terza partita del girone servirà molto di più, altrimenti bisognerà procedere al check-in per il volo di rientro. La Repubblica Ceca ha trovato in fretta il gol e ha cercato di speculare sul vantaggio: nel primo tempo ci è riuscita perché gli avversari nemmeno si avvicinavano al suo portiere, però nella ripresa il Sudafrica ha alzato i ritmi, è stato un po’ più incisivo e ha trovato un giusto pareggio creando addirittura un paio di situazioni per il sorpasso nel finale. Ma anche la squadra di Broos è stata complessivamente deludente: il primo tiro nello specchio è arrivato al 29’ della ripresa.
LE NOVITÀ—
Rispetto alla partita d’esordio, i due c.t. hanno cambiato uomini e modulo. Koubek ha sostituito ben cinque titolari passando dal 3-4-3 al 3-5-2, lasciando però libero un centrocampista a turno (prevalentemente il lavoro toccava a a Darida) di salire quasi da trequartista alle spalle di Schick e Hlozek. Broos, invece, ha presentato tre novità in formazione ma ha disegnato la squadra in modo molto diverso rispetto al 3-5-2 con cui aveva perso contro il Messico: ad Atlanta il Sudafrica è sceso in campo con un 4-3-3 in cui Mokoena faceva il play basso e l’idea di gioco era quella di sfruttare la velocità di Maseko e Appollis. Sono bastati sei minuti, però, per stravolgere il piano degli africani, che già avevano lasciato libero Schick dopo appena 44 secondi (colpo di testa sul fondo). Una rimessa laterale di Coufal ha sorpreso gli avversari, Hlozek ha crossato dal fondo, Mudau ha letto male la traiettoria e Sojka ha mandato in porta Sadilek: tutto molto facile. Il problema del Sudafrica, evidenziato per tutto il primo tempo, è la difficoltà a giocare negli ultimi trenta metri dove ci si affida alla velocità degli esterni e in particolare di Maseko ma si costruisce pochissimo. E infatti i tocchi dentro l’area sono rari e la squadra di Broos va al tiro solo da lontanissimo, ma lontanissimo davvero: a un certo punto, forse per la frustrazione o perché non sapeva cosa fare del pallone, Modiba ha calciato quasi dal cerchio di centrocampo con tutti i suoi compagni nella metà campo dei rivali. Non che la Repubblica Ceca abbia creato chissà quali pericoli: ha segnato con l’unico tiro del primo tempo e poi avrebbe potuto gestire meglio un paio di situazioni favorevoli.
IL PAREGGIO—
Per ovviare alle difficoltà offensive, Broos ha inserito a inizio ripresa Mofokeng passando al 4-2-3-1 e poi ha tolto l’inconsistente Rayners per affidarsi a Makpoga che di testa al 29’ ha effettuato il primo tiro nello specchio della porta per i sudafricani. Un risveglio, comunque, c’è stato, il Sudafrica ha cominciato a premere di più e dall’ennesimo tiro da fuori ha distillato il rigore del pareggio: fallo di mani di Sulc su tiro di Maseko e trasformazione sicura di Mokoena. Il secondo tempo della Repubblica Ceca, complicato da sostituzioni peggiorative, è stato di una pochezza impressionante: solo un colpo di testa centrale di Schick e un sinistro sul fondo di Provod a gara ormai finita. Troppo poco per meritare di più.
la partita—
Seconda giornata per il Gruppo A del Mondiale e già il match tra Repubblica Ceca e Sudafrica è da dentro o fuori. Entrambe sconfitte all’esordio, con Corea del Sud e Messico, le due squadre devono vincere per non rischiare l’eliminazione. La Repubblica Ceca all’esordio era andata in vantaggio e poi si è vista rimontare dalla Corea del Sud, netta invece la sconfitta del Sudafrica. La sfida è in programma alle ore 18 italiane al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta.
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