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Un alloggio temporaneo che si è trasformato in uno stile di vita. Naydeline Mejia, trasferitasi a Parigi nell’ottobre 2025, racconta di aver scoperto inaspettati vantaggi nel vivere in un micro-appartamento di appena 9 metri quadrati nel 17° arrondissement della capitale francese. Come racconta a Business Insider, la scelta è nata da un’esigenza pratica. Dopo aver lasciato una situazione abitativa diventata insostenibile durante la sua esperienza come ragazza alla pari, Mejia aveva bisogno di una sistemazione economica e subito disponibile. In poche settimane ha trovato una piccola stanza arredata che rientrava nel suo budget.
APPROFONDIMENTI
La casa ideale
L’idea iniziale era quella di restare solo pochi mesi, il tempo necessario per trovare un appartamento più grande e dotato di tutti i comfort. Tuttavia, a distanza di otto mesi, la situazione è cambiata: oggi sostiene di non avere alcuna fretta di lasciare quella che, a sorpresa, è diventata la sua casa ideale. L’abitazione appartiene alla categoria delle cosiddette chambres de bonne, le antiche camere di servizio diffuse nei palazzi parigini costruiti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Situate all’ultimo piano degli edifici, queste stanze erano destinate al personale domestico delle famiglie benestanti e oggi rappresentano una soluzione abitativa molto richiesta da studenti, giovani professionisti e lavoratori stranieri.
Affitto ridotto
Nel suo caso, l’appartamento comprende un letto singolo, un piccolo angolo cottura e un bagno privato con doccia situato nel corridoio, mentre il bagno è condiviso con un altro inquilino. Per questa sistemazione, a circa dieci minuti a piedi dall’Arco di Trionfo e ben collegata con la metropolitana, paga meno di 600 euro al mese. Secondo Mejia, il principale vantaggio è il rapporto tra costo e posizione.
Vivere da sola in uno dei quartieri più centrali della città sarebbe altrimenti molto difficile dal punto di vista economico. A questo si aggiunge una gestione domestica estremamente semplice: la pulizia dell’intero appartamento richiede meno di un’ora.I benefici
Ma i benefici non si limitano al risparmio. La giovane racconta che lo spazio ridotto l’ha spinta a trascorrere più tempo all’esterno, favorendo una vita sociale più attiva. Per evitare di passare troppe ore in un ambiente così piccolo, si è iscritta a una palestra di quartiere e ha aderito all’American Library di Parigi, dove lavora da remoto, prende libri in prestito e incontra altri scrittori anglofoni. Questa nuova routine, spiega, l’ha portata ad accettare più spesso inviti e occasioni di incontro. Al contrario, quando viveva in appartamenti più grandi, tendeva a isolarsi più facilmente e a sfruttare le comodità domestiche come rifugio.
Tra gli aspetti positivi evidenziati da Mejia c’è anche l’impatto sul benessere mentale. In uno spazio ridotto il disordine si nota immediatamente e viene eliminato con facilità. Inoltre, diminuiscono le preoccupazioni legate all’arredamento, all’organizzazione della casa o alla necessità di gestire grandi spazi. Per la giovane, almeno in questa fase della vita, avere una casa più grande è meno importante rispetto alla possibilità di vivere in una posizione privilegiata, mantenere uno stile di vita dinamico e costruire nuove relazioni in una delle città più affascinanti d’Europa.
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