Si è svolta anche quest’anno la tradizionale manifestazione sportiva del Torneo “Genitori & Figli”, giunta alla sua sedicesima edizione e organizzata con continuità dal 2010. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama sportivo e sociale, capace di richiamare famiglie da diverse regioni italiane e di trasformare lo sport in un’occasione autentica di incontro tra generazioni.
Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di una kermesse particolare che coniuga perfettamente socialità e agonismo, divertimento e confronto generazionale senza barriere. L’unica regola è semplice ma significativa: la partecipazione di una coppia formata da un genitore e da un figlio o una figlia.

Un’idea nata da una passione condivisa
Il torneo nasce da un’intuizione di Alessandra, figlia di Paolo Bina, che anni fa desiderava creare qualcosa di innovativo insieme ai ragazzi del minivolley e alle loro famiglie. Da quell’idea, sviluppata insieme al padre, è nata una manifestazione cresciuta progressivamente fino a diventare un punto di riferimento atteso ogni anno da un numero sempre maggiore di partecipanti.

Due campi, due formule, un’unica filosofia
La struttura dell’evento si basa su una formula semplice ma efficace: due campi di gioco e due discipline complementari. Il beach volley su sabbia ospita le sfide dei ragazzi più grandi (dai 14 anni in su), mentre il green volley su erba accoglie i più piccoli insieme ai loro genitori.
A fare da cornice, la suggestiva location del Centro Sci di Fondo di Festiona, nel cuore della Valle Stura, con la Locanda-Bar L’Ubac come punto nevralgico della vita sociale del torneo.
L’edizione 2026 ha registrato un risultato straordinario: record di partecipazione con 40 coppie iscritte, suddivise tra torneo Senior e Junior, per un totale complessivo che ha superato abbondantemente le 150 presenze tra atleti, famiglie, staff e organizzazione.
Un’organizzazione complessa e in continua crescita
Dietro il successo della manifestazione c’è una macchina organizzativa articolata che lavora per mesi. La ricerca della location, la gestione logistica e la pianificazione del torneo richiedono uno sforzo importante, affrontato con precisione e grande spirito di collaborazione.
La scelta di Festiona si è confermata ancora una volta vincente, rappresentando un ritorno gradito per una sede che in passato aveva già ospitato l’evento con successo.

Livello tecnico in costante crescita
Negli anni il livello tecnico del torneo è cresciuto sensibilmente, soprattutto grazie alla presenza delle nuove generazioni. Sempre più ragazzi partecipano infatti a campionati italiani di beach volley e occupano posizioni di rilievo nei ranking delle rispettive categorie, contribuendo ad alzare il livello complessivo delle sfide.
Gli organizzatori, guidati da Paolo Bina, hanno inoltre sfiorato un colpo clamoroso: la possibile partecipazione di Rafael Pascual, storico campione spagnolo di volley, noto come “El Matador”, protagonista in Serie A1 con la maglia di Cuneo negli anni Novanta.

Formula dei tornei e svolgimento
La presenza di 40 coppie ha reso necessaria una gestione precisa del calendario gare, con partite che si sono susseguite senza interruzioni per entrambe le giornate.
Nel torneo Senior, le squadre sono state suddivise in cinque gironi all’italiana da quattro coppie. Al termine della prima giornata è stata stilata una classifica generale che ha portato alla formazione di tre livelli per la domenica: girone “Big” per le prime otto, girone “Ben” per le successive otto e girone “Boom” per le ultime quattro.
Nel torneo Junior, formula analoga con tre livelli finali: “Gold”, “Silver” e “Bronze”.
Un sistema pensato per garantire a tutte le coppie la possibilità di continuare a competere fino all’ultima giornata, indipendentemente dai risultati iniziali.
Lo spirito del torneo: equilibrio e imprevedibilità
Una delle caratteristiche più affascinanti della manifestazione è l’equilibrio tra le coppie. Genitori più giovani e atletici si trovano spesso con figli più piccoli, mentre genitori più esperti compensano con figli più grandi e fisicamente più strutturati. Questo crea partite sempre combattute e imprevedibili.
Ma il vero valore aggiunto non è solo sportivo: è umano. Il torneo diventa infatti un luogo in cui due generazioni condividono lo stesso obiettivo, lo stesso campo, la stessa emozione.

Sport, relazioni e comunità
Nel corso delle edizioni, il torneo ha sviluppato una dimensione sociale sempre più forte. Molte famiglie si conoscono da anni e hanno costruito rapporti che vanno oltre l’evento sportivo.
Emblematica la serata del sabato all’Ubac, con cena e festa collettiva. Il karaoke ha coinvolto tutti, dai più giovani agli adulti, in una serata di musica e condivisione che ha spaziato dalla trap a Renato Zero, tra sorrisi e spirito di comunità.
Il meteo favorevole ha contribuito a rendere perfetto lo svolgimento dell’intera manifestazione.
I risultati
Torneo Junior
- Bronze: Alessio Marri e la piccola Alisea
- Silver: Dalla Costa in finale contro Giraudo
- Gold: Cortellazzi contro Dobrev Rumi ed Evelyn
Torneo Senior
- Boom: Miretti davanti ai Bersighelli
- Ben: Ghibaudo su Pasero (21-15)
- Big: Marco e Ludovico Cuniberti su Paolo e Noemi Bina (21-18), al secondo successo nel torneo
Premi individuali
- MVP Junior: Lorenzo Cortellazzi
- MVP Ben: Lorenzo Ghibaudo
- MVP Big: Noemi Bina
Riconoscimenti e premi sono stati resi possibili grazie al contributo degli sponsor, che hanno sostenuto concretamente la manifestazione.
Un lavoro di squadra
Un evento di questa portata richiede il coinvolgimento di oltre trenta persone tra organizzatori, volontari e staff tecnico. A tutti loro va il ringraziamento per un impegno costante e spesso invisibile ma fondamentale per la riuscita del torneo.
Oltre il risultato sportivo
Alla fine del weekend, ciò che resta non sono solo classifiche e trofei, ma un’esperienza condivisa che si rinnova ogni anno.
Il Torneo Genitori & Figli continua a crescere perché riesce a mantenere intatta la sua essenza: il tempo trascorso insieme.
Perché i figli crescono, cambiano, diventano adulti. Ma per quarantotto ore, su un campo da gioco, tornano semplicemente a essere compagni di squadra dei loro genitori.
E forse è proprio questo il vero successo del torneo: ricordare che, oltre lo sport, ciò che conta davvero è la relazione.