Il nuovo tecnico del Napoli e quello della Juventus si stimano. Ma al primo piacciono gli estremi che usano soprattutto le mani, all’altro quelli che sanno usare bene anche i piedi. Così il portiere serbo fa gola all’ex ct, mentre DeLa vuole venderlo. Ma a un prezzo adeguato 

Il giorno in cui, leggendo il carteggio delle statistiche, Allegri scoprì che un portiere (uno a caso, diciamo) aveva toccato il pallone più di qualsiasi altro calciatore, centrocampista centrale incluso, standosene con i fogli in mano, si pose una domanda. «Ma veramente siamo questi?». La costruzione dal basso in realtà venne distrutta in un nano-secondo, perché ci sono principi ai quali certi allenatore non si sottraggono. Vanja Milinkovic-Savic rientra nella categoria dei palleggiatori – anche bravi – che possono piacere o anche no: ad Allegri, a meno che non si tratti di Maignan, vanno a genio quelli che sanno usare bene le mani, che poi ci sappiano fare anche con i piedi, sarebbe valore aggiunto. Luciano Spalletti non disdegna invece gli apprezzamenti per chi lo metta in condizione con il giro palla di dare ritmo alla circolazione, che può nascere anche da là dietro, e ora che alla Juventus il dubbio numero 1 (a prescindere dal numero che sta sulla maglietta) è legato a De Gregorio, il serbo diventa un candidato per ispirare la rivoluzione silenziosa che pure sta nei fatti. 

diversi—  

Allegri e Spalletti si stimano molto più di quanto si sospetti e di quanto si possa immaginare. Il futuro allenatore del Napoli lo ha detto in privato con gli amici e anche in pubblico («è il più bravo di tutti») e quello della Juventus lo ha confessato nella sua biografia «Il paradiso esiste…ma quanta fatica». «Io e Max siamo amici. Abbiamo idee calcistiche diverse, ma questa è la vita. La sua Juventus ha vinto tanto mettendo insieme pragmatismo e strategia. Esalta come pochi il fuoriclasse che inventa le soluzioni decisive». La «diversità» è indiscutibile e le interpretazioni sul ruolo del portiere ne sono testimonianza: Allegri, dovendo scegliere tra Meret e Milinkovic-Savic, preferisce il titolare dei due scudetti; Spalletti, prima di consegnare il titolo di campione d’Italia al Napoli nel 2023, si ritrovò in un mercato complesso in cui – quello che poi sarebbe diventato il suo estremo difensore inamovibile – rischiò di finire allo Spezia. 

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il mercato—  

Il Napoli aspetta estimatori per Milinkovic-Savic, costato ventuno milioni nell’estate del 2024, dunque patrimonio che non può essere svalutato: la Juventus è un’opportunità e cederlo consentirebbe a Giovanni Manna, il diesse azzurro, di orientarsi verso Kovar del Psv, in questo momento impegnato al Mondiale con la Repubblica Ceca e da un po’ considerato un potenziale rinforzo partenopeo. Ma siamo semplicemente alla fase iniziale della cosiddette schermaglie perché al mercato, si sa, chiunque preferisce partire con la costruzione dal basso (dell’offerta economica).