Milano, 19 giugno 2026 – La storica Casa dello Studente, che si affaccia su viale Romagna, a due passi dal campus Leonardo da Vinci, rinasce a vita nuova con 420 posti letto (84 in più e tutti già occupati), aule per lo studio, cucine a ogni piano, un grande auditorium e pure un campo da beach volley.
L’immobile è di proprietà di Regione Lombardia, che lo ha dato in comodato d’uso al Politecnico di Milano. La riqualificazione – da circa 35,6 milioni di euro – è stata completata in quattro atti e altrettanti bandi (ministeriali e regionali). La residenza è rimasta completamente chiusa solo per un anno per poi convivere con i lavori in corso, un’ala dopo l’altra. Cantiere finito, tornano a vivere tutti gli spazi.

Sul campo da beach volley (Ansa/Andrea Fasani)
“Il nostro obiettivo è continuare ad ampliare e dare l’opportunità a chi vuole studiare al Politecnico di Milano di poterlo fare, indipendentemente dalle condizioni economiche – sottolinea la rettrice Donatella Sciuto –. E quindi è importante per noi sviluppare residenze studentesche. Questa è la più antica che abbiamo a Milano, un edificio del 1934 che aveva bisogno di essere ristrutturato per renderlo più efficiente dal punto di vista energetico e più moderno dal punto di vista degli spazi, che sono accessibili anche alle persone con handicap”.
È la residenza più grande del Politecnico. Il 60% dei posti letto è riservato ai ragazzi beneficiari del diritto allo studio, il restante 40% viene assegnato sulla base del reddito (c’è un click day, sempre preso d’assalto) anche perché “i prezzi sono molto al di sotto della metà della media milanese delle residenze private”.

Studenti all’interno della Casa dello studente (Ansa/Andrea Fasani)
“Questa è una scelta – rivendica la rettrice – come è una scelta quella di non dare in gestione le residenze ai privati, ma di avere personale del Politecnico che gestisce le residenze, in modo tale da essere anche noi responsabili della qualità degli spazi, della qualità della vita e della qualità dei servizi che forniamo”.
Il presidente del Consiglio degli studenti
Plaudono i giovani, con Michele Gaetano Giussani presidente del Consiglio degli studenti del Politecnico che ricorda “i prezzi ancora proibitivi per molti in città”, ma non solo: “Nella Casa dello Studente non ci sono solo posti letto, ma spazi comuni e luoghi per studiare, mangiare e cucinare che incentivano gli studenti a conoscersi e a condividere con altri la propria vita. Abbiamo bisogno di non essere soli: nemmeno la casa più bella potrà soddisfare la persona. Il valore socialità deve essere centrale per progettare”.

Il campo da beach volley (Ansa/Andrea Fasani)
Ed è stato messo al centro in viale Romagna. “La storia della Casa dello Studente parte da lontano – riavvolge il nastro il direttore generale, Graziano Dragoni –: è stata realizzata nel 1934, sette anni dopo il campus Leonardo da Vinci che l’anno prossimo compirà 100 anni”.
L’idea sin dalla sua nascita era quella di supportare gli studenti che frequentavano l’università più antica di Milano, ma è dagli anni 2000 che – insieme al processo di internazionalizzazione del Politecnico – è diventata ancora più strategica. Oggi, dei 20mila studenti internazionali iscritti negli atenei milanesi, novemila studiano al Politecnico. C’era (e c’è) fame di posti letto in più: alle convenzioni iniziali si è preferita la gestione diretta.
E così anche nella Casa dello Studente si è deciso di creare 40 unità abitative in più con “appartamenti di quattro o sei persone all’interno, per creare una comunità nella comunità”. Di “grande sogno che si avvera” parla l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Marco Comazzi: “La Casa dello Studente viene restituita alla comunità. Non è soltanto un luogo dove si dorme, ma dove si costruisce la comunità: ci sono spazi comuni, luoghi dedicati allo sport e allo studio. È una risposta importante che Regione Lombardia ha voluto dare al tema della casa, per consentire sempre di più a tutti gli studenti, e anche a chi magari non potrebbe permettersi economicamente di venire a Milano, di venire in Lombardia e costruire qui la propria famiglia, il proprio lavoro”.
Campus diffuso
Il progetto si inserisce all’interno di un campus diffuso: “Oggi abbiamo sei residenze a Milano, con più o meno duemila posti letto già disponibili – fa i conti la rettrice Sciuto –. Stiamo sviluppando una residenza in via Baldinucci, nell’area di Bovisa, che verrà pronta l’anno prossimo e ha circa 250 posti; due residenze disegnate da Renzo Piano nello spazio nel campus della Goccia, che stiamo sviluppando e hanno 490 posti in totale e abbiamo stanziato i fondi per costruire due nuove residenze anche qui, in zona Città Studi, in via Mancinelli, dove c’era il vecchio dipartimento di Chimica, per circa 500 posti. Quindi abbiamo quasi 1.250 posti che, negli anni, riusciremo a completare”.