Nonostante il muro dell’Eintracht, il Diavolo continua a corteggiare i due dirigenti tedeschi. Tra le altre piste c’è Ozek
Giornalista
19 giugno 2026 (modifica alle 16:12) – MILANO
Il Milan non molla. E nonostante il muro alzato dall’Eintracht Francoforte nella giornata di mercoledì, ieri ha portato avanti i contatti per Markus Krösche e Timmo Hardung, la coppia di dirigenti che Gerry Cardinale e i suoi uomini hanno individuato da tempo come base ideale per ricostruire l’area tecnica rossonera, azzerata dal “via tutti” del 25 maggio. La speranza è che la posizione del club tedesco si ammorbidisca, magari dietro al pagamento di un indennizzo concordato tra le parti. Da Francoforte, però, al momento non arrivano segnali incoraggianti, benché Krösche e Hardung abbiano detto sì alla proposta rossonera da almeno una settimana, indicando (come anche altri candidati alla posizione di Ceo of football, fanno sapere dal Milan) in Ruben Amorim l’allenatore ideale per la panchina rossonera. L’Eintracht non ne fa solo una questione di soldi e principi (c’è stata una certa irritazione per il modus operandi del Diavolo, che comunque non aveva il dovere di informare dell’interesse per i due dirigenti), quanto di tempistiche: perdere il direttore tecnico e il diesse nella seconda metà di giugno inficerebbe parecchio sulla programmazione della prossima stagione. Così, per ora i tedeschi non si smuovono dal loro “nein” e il duo Krösche-Hardung resta ancorato sulla riva del Meno. E il Milan?
casting—
Cardinale, naturalmente, ha incontrato diversi candidati nelle ultime settimane. Dovesse rassegnarsi all’idea di non riuscire a portare a Milano la coppia dell’Eintracht, potrebbe tornare su altri profili valutati in precedenza. Tra cui Devin Ozek, 31 anni, reduce dall’avventura al Fenerbahçe ed ex delfino di Simon Rolfes al Leverkusen, dove contribuì a costruire la squadra che con Xabi Alonso si laureò campione di Germania due anni fa. Negli scorsi giorni, un noto agente italiano ha riproposto la candidatura di Ozek – che ha anche altri club esteri sulle sue tracce – ai rossoneri. La sensazione è che Cardinale – ieri avvistato a Roma dopo essere stato con Zlatan Ibrahimovic alla Casa Bianca nel weekend per Ufc 250, l’evento di arti marziali organizzato in occasione dell’ottantesimo compleanno di Donald Trump – non abbia comunque un favorito in testa, a parte il sopraccitato Krösche. Così restano vive tutte le altre piste.
già al lavoro—
Nel frattempo, i rossoneri stanno sostenendo Amorim con l’attuale struttura a Casa Milan, dove oltre a Massimo Calvelli, che ha raccolto alcune delle deleghe dell’ex amministratore delegato Giorgio Furlani (compreso il potere di firma su limitati affari di calciomercato), sono operativi Jovan Kirovski – uomo di Ibra e ds di Milan Futuro -, Donato Lomonte – caposcout in odore di promozione a direttore sportivo pro forma, possedendo il patentino – e soprattutto Bobby Gardiner, analista di big data in rampa di lancio, a cui presto potrebbe essere affidata la responsabilità di coordinare l’area scouting. L’allenatore portoghese ha dato qualche indicazione di massima su come rinforzare la rosa nei suoi colloqui con la proprietà e a Casa Milan stanno lavorando per individuare profili adatti alle idee del tecnico. Fin quando non arriverà il nuovo Ceo of football, Amorim giocherà un ruolo fondamentale pure sul mercato, quasi fosse un allenatore-manager. È chiaro, però, che il Diavolo sia già in ritardo con le normali tempistiche in cui una squadra dovrebbe programmare un’annata. Che la struttura rimanga quella attuale o venga rimpinguata con Krösche o uno dei suoi omologhi, ci sarà di sicuro da recuperare il terreno perduto da qui al primo settembre.
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