L’ex iridato con la Williams polemico con il monegasco: “Charles era contento di fare bella figura accanto a Lewis. Ma quando Lewis si è svegliato, ha fatto sua la macchina e il team iniziando a dare il massimo senza risparmiarsi”. Sulla Red Bull: “Verstappen l’unico che salva il team ma ha bisogno delle persone e lì si sono sbarazzati di tutti”


Giorgio Burreddu

Collaboratore

19 giugno – 17:05 – MILANO

Così parlò Jacques Villeneuve. Un po’ inquisitore e un po’ profeta, l’ex campione del mondo ha lanciato la sua sentenza: “La Ferrari deve concentrarsi su Hamilton se vuole avere anche solo una minima possibilità di vincere. La decisione è facile da prendere, perché Leclerc è piuttosto indietro”. Se per il popolo della rossa di Maranello la vittoria di Hamilton in Spagna ha significato l’apoteosi, per l’ex pilota canadese c’è qualcosa di più: è un modo per creare gerarchie e fissare qualche paletto. Villeneuve, si sa, non è uno che le manda a dire. A Sky Sport UK è andato persino oltre: “Leclerc ha avuto il tempo per costruirsi la squadra attorno, ma non l’ha fatto. Tenete presente com’è arrivato alla Ferrari, dopo una stagione normale alla Sauber. Ha improvvisamente ottenuto un mega contratto da campione del mondo. Forse troppo grande, troppo presto, troppo in fretta”. 

martellata—  

C’è chi guarda il mondo da un oblò. E chi (e Villeneuve è fra questi) non ha paura di prendere una posizione. La Ferrari, secondo il canadese, ha bisogno di trovare un equilibrio. Sì, anche tra i suoi piloti. Ma se Charles Leclerc non dà l’impressione di avere sempre i nervi saldi, Hamilton oggi è una raggiante scoperta. Incredibile, visto che il britannico ha vinto sette volte il titolo mondiale. Eppure il successo in Spagna ha ridato linfa e luce proprio a lui, Hamilton, che quella linfa e quella luce le stava cercando. Leclerc, dice ancora Villeneuve, “non ha mai dovuto costruire nulla attorno a sé. Gli è stato dato tutto”. E vai con un’altra martellata: “Era veloce e questo bastava, perché la percezione generale era quella di una macchina incapace di vincere il mondiale”. Anzi, peggio: “Gli bastava vincere qualche gara e battere il compagno di squadra, che era Vettel, per fare tutti contenti”. In questo inizio di stagione, invece, Leclerc ha raccolto ancora poco: zero punti in due weekend (non succedeva dal 2020), e poi due terzi posti, in Australia e in Giappone, senza però lasciare il segno. Il 2026, insomma, è in salita, nonostante il rinnovo del contratto. 

charles in svantaggio—  

Di più. L’arrivo di Hamilton ha scompigliato i piani del piccolo principe Charles. Però l’anno scorso “Lewis non ha avuto una grande stagione, stava faticando con la macchina e il team”. Perché, ha ricordato ancora Villeneuve, “ci vuole tempo per costruire”. Quest’anno Hamilton è partito forte. E adesso le nuove norme ADUO, quelle che permetteranno di compensare le differenze di potenza con il motore della Mercedes, sono uno dei fattori chiave anche dentro la Ferrari. Con una macchina più potente, chi avrà l’ordine di spingere? Leclerc, in questo momento, è in una posizione di svantaggio. Hamilton, invece, diventa l’uomo che può insidiare Kimi Antonelli di Sua Maestà Mercedes. Leclerc, dice ancora Villeneuve, “era contento di fare bella figura accanto a Lewis, ma quando Lewis si è svegliato, ha fatto sua la macchina e il team e ha iniziato a dare il massimo senza risparmiarsi, Leclerc non era preparato”. 

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mercedes e red bull—  

La faccenda degli insoddisfatti ricorda tanto il vecchio adagio di Tolstoj: ogni famiglia è infelice a modo suo. E se la Ferrari deve fare i conti con un dualismo che non c’è (ma che tra poco rischia di crearsi), in casa Mercedes qualcosa di simile potrebbe accadere nelle prossime uscite. Per ora Kimi Antonelli è il prediletto. Sì, ma George Russell? Su chi si concentreranno le Frecce d’Argento quando Kimi avrà (se avrà) meno successo? Ora la risposta sembra scontata: Antonelli è l’uomo in testa al mondiale. Ma il mondiale è anche lungo, duro, imprevedibile. Villeneuve, poi, ne ha anche per Max Verstappen e la Red Bull. “È molto difficile intravedere un futuro positivo per la Red Bull. Dopo aver cavalcato a lungo l’onda, stanno affondando e non hanno ancora toccato il fondo. Non è più il team pazzo, divertente, coraggioso, sempre in grado di ribaltare la situazione. Quella scintilla si è persa, non si parla più nemmeno del loro vivaio”. Se Red Bull piange, Verstappen non ride. Il pluricampione del mondo è in un momento di malumore feroce. Ritiri, gare sciape, un solo terzo posto. Il suo futuro potrebbe essere lontano dalla Red Bull, e se ne sta parlando. Ma Villeneuve, campione del mondo nel 1997, è convinto: “In Red Bull devono cercare a tutti i costi di trattenerlo, perché è l’unico soldato che salva il team”. Max è arrivato quando il team era già costruito, ma di recente, aggiunge Villeneuve, “si sono sbarazzati praticamente di tutti ed è rimasto solo Verstappen”. Il quattro volte campione del mondo non è un progettista: è bravissimo a sviluppare un’auto e a individuare ciò che serve. Però, avverte ancora il canadese, “ha comunque bisogno delle persone che lo circondano. Tutto è stato, in un certo senso, distrutto e va ricostruito. La domanda, semmai, è come”.