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Berrettini sarà a Wimbledon, ma non vestirà di nero. Le condizioni del romano, costretto al ritiro a Parigi nel quarto di finale contro Arnaldi, sono rassicuranti: giocherà il torneo londinese dopo aver ricevuto esiti positivi dagli esami di controllo. E non manca la stoccata a Sinner: «Non mi vedrete mai giocare in Australia a 40 gradi con un completino total black di giorno perché rischio di cascare per terra». Matteo, infatti, negli ultimi anni è stato funestato da problemi fisici che ne hanno inevitabilmente frenato l’ascesa. Eppure lui a un passo dall’Olimpo del tennis c’era stato, tanto vicino da sfiorare il sogno di chiunque prenda una racchetta in mano: la finale persa contro Djokovic nel 2021, in cui conquistò anche un set, ne è testimonianza. Il feeling mostrato negli anni con i campi in erba è uno dei punti di forza dell’azzurro, che ospite a Stoccarda è stato intervistato da GQ Italia.


APPROFONDIMENTI

Il rapporto con l’erba

«Nel 2018 giocare sull’erba non mi piaceva tanto. Poi sono venuto qui e ho vinto il torneo senza perdere un set, né il servizio. E ho capito che mi piace molto giocare sull’erba» ha dichiarato il due volte vincitore (2019 e 2022) del’Atp 250 di Stoccarda. Quest’anno, purtroppo, Matteo non ha potuto prendere parte alla competizione che si tiene nel Tennis Club Weissenhof, dato l’infortunio nel match contro Arnaldi ai quarti di finale del Roland Garros. «Ho sofferto abbastanza, però sono contento del lavoro che ho fatto nelle ultime settimane e sarò pronto per Wimbledon» ha affermato invece sul recupero per lo Slam in programma a partire dal 29 giugno.

L’accoglienza da eroe

Il 30enne ha comunque voluto farsi vedere in occasione della finale disputata da Taylor Fritz e Ben Shelton. In tribuna con un vestito color sabbia e una camicia bianca, ha raccolto l’applauso del pubblico, che ha elogiato con queste parole: «Qui ho sentito da sempre un supporto speciale sia dalla comunità italiana, ma anche dalle persone che vengono qui perché gli piace il tennis. Ci vuole passione per stare qui a seguire una partita di tre ore».

L’abbigliamento e la stoccata a Sinner

Nel 2022 Boss è diventato sponsor sia del torneo di Stoccarda che di Berrettini. Si tratta di una collaborazione fruttuosa, con Boss che fornisce le sue competenze in termini di «scelta dei materiali, per fare in modo che siano il più possibile leggeri, ma anche che assorbano il sudore, e sulla scelta dei colori, a seconda di dove si gioca e del clima che c’è». Un vago riferimento al collega numero 1 al mondo, che poi ha stuzzicato così: «Non mi vedrete mai giocare in Australia a 40 gradi con un completino total black di giorno perché rischio di cascare per terra»

Il suo rapporto col tennis

«Da bambino ho scelto il tennis perché mi piaceva l’idea di essere il padrone del mio destino, mi piaceva l’idea di vincere e di perdere grazie a me o per colpa mia». Matteo ha dovuto affrontare numerosi ostacoli nel corso della carriera, che però lo hanno fatto crescere molto dal punto di vista mentale: «Negli anni ho imparato a capire che fondamentalmente la testa è l’arma più potente che ho, che è stata quella che mi ha portato ai massimi livelli. Quando sono centrato sento di essere in una categoria diversa».

E al Roland Garros…

Sul torneo francese, certamente il migliore che abbia giocato in tanti anni, Matteo ha speso qualche parola positiva: «Sono arrivato a Parigi con poca fiducia, ma con nella testa l’intenzione di trovare le sensazioni partita dopo partita e dopo il primo set del primo turno ho sentito una ventata, un’energia che mi esplodeva dentro e mi sono sentito riacceso». Se avesse battuto Arnaldi, avrebbe ritrovato in semifinale l’amico Flavio Cobolli, di cui ricorda alcuni momenti condivisi di tanti anni fa: «Mi ricordo quando lui era bambino, arrivava con le sue racchettine e nel video ha la stessa faccia che adesso». Vedere quello stesso Flavio in finale ha lasciato tanta emozione nel cuore di Berrettini: «Mi ha emozionato, conosco il peso che si ha quando si scende in campo in un palcoscenico così importante, sono fiero di lui, perchè scendere in campo in un palcoscenico così prestigioso porta con sè un peso immane che è difficile trascurare».

Obiettivo Wimbledon

Il tennista ha voluto dare un’anticipazione sul suo kit per Wimbledon, che sarà particolare «soprattutto sui dettagli, sulle piccole cose. In un torneo così elegante e nel quale si può usare solo il bianco è più complicato realizzare qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo siamo riusciti a creare qualcosa che spiccherà senza fare cose che non sono nello stile mio e del brand». Il torneo organizzato sui campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club è stato una svolta nella sua carriera, ma purtroppo dopo la finale del 2021 non è riuscito a ripetersi: «Dopo quell’estate di Wimbledon 2021 è cambiata proprio la percezione del tennis in Italia. Poi è arrivato Jannik (Sinner) che ci ha catapultati in questa realtà in cui praticamente si parla solo di tennis. Questa cosa mi rende molto fiero di essere parte di questo movimento». Con molta più esperienza di allora, Matteo ha dichiarato di arrivare «con l’animo di una persona che è superfiera del percorso che ha fatto, che però ha ancora fame di andarsi a prendere determinati risultati, come si è visto a Parigi.

Allo stesso tempo devo fare i passi giusti per arrivare in forma, però so che una volta messo a punto due o tre cose è un torneo in cui posso fare bene, in cui posso divertirmi».


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