Il nuovo tecnico sente i francesi in ritiro con la Francia. E aveva già chiamato Pavlovic che ha confermato la sua permanenza


Marco Guidi

Giornalista

20 giugno – 08:00 – MILANO

“Mi passate la rubrica, gentilmente?”. Una delle prime richieste di Ruben Amorim al Milan è stato l’elenco dei numeri di telefono di tutti i calciatori della rosa. In attesa di prendere il primo contatto con le strutture della società, da Casa Milan a Milanello – è atteso in Italia tra la fine del mese e l’inizio di luglio -, il tecnico portoghese ha cominciato a sentire uno a uno i componenti della rosa rossonera. Un sms, un messaggio su Whatsapp, una videochiamata. “Hey ciao, sono Ruben, il tuo nuovo allenatore”. In un modo o nell’altro, Amorim ha avuto modo di confrontarsi per la prima volta con i giocatori con cui inaugurerà la sua prima avventura in Serie A. E la presentazione è stata particolarmente ficcante con due big del Milan, oggi insieme a Boston per il Mondiale: i francesi Mike Maignan e Adrien Rabiot.

cavallo pazzo—  

Non è un mistero che il centrocampista sia molto legato a Massimiliano Allegri. La mancata qualificazione in Champions League, seguita dall’allontanamento di Max dalla panchina rossonera, ha fatto sorgere naturali dubbi sulla permanenza di Rabiot a Milano. Adrien non gioca la Champions dal 2022 e quando firmò per il Milan, la scorsa estate, lo fece non solo per ricongiungersi con il suo mentore Allegri, ma pure per tornare a sentire la famosa musichetta delle grandi notti europee. La delusione per il finale di stagione è stata forte, ma Rabiot ha dovuto subito assorbire il tutto e concentrarsi sulla missione Mondiale. Il suo debutto con la Francia contro il Senegal è stato scintillante, anche se ad Amorim non serviva di certo un’ulteriore conferma sul livello dell’ex Juventus e Marsiglia. A dispetto delle voci che vorrebbero Cavallo Pazzo al seguito di Max a Napoli, il nuovo tecnico del Milan ha informato Rabiot di ritenerlo un pezzo fondamentale del puzzle con cui pensa di ricostruire un Diavolo da Champions. Amorim vede Adrien come la colonna della sua mediana a due, in un ruolo simile a quello che il francese sta interpretando a meraviglia con Deschamps in nazionale. Adrien ha le caratteristiche tecniche e fisiche per essere il centrocampista ideale del tecnico portoghese: sa essere un equilibratore tatticamente sopraffino, ma anche coprire grandi porzioni di campo e proporsi in avanti. Motivo per il quale Amorim vorrebbe averlo al suo fianco nel Milan che sta nascendo.

magic mike—  

Se Rabiot, al di là dei rumors sul Napoli, non ha ancora dato segnali di voler lasciare il Milan, diverso è il discorso per Maignan. Il portiere, reduce da un esordio così così al Mondiale, nonostante la vittoria della sua Francia, non si è naturalmente mosso in prima persona, ma il suo agente – Jonathan Kebe – sì, sondando il terreno con altri club, soprattutto in Premier League. Magic Mike ha rinnovato fino al 2031 con i rossoneri solo qualche mese fa, ma nel frattempo le cose sono cambiate: il Diavolo è rimasto ancora una volta senza Champions e lo staff tecnico è cambiato ancora una volta. Con Allegri, il vice Marco Landucci e il preparatore dei portieri Claudio Filippi era nato un feeling speciale, così come con il direttore sportivo Igli Tare. Maignan non ritroverà nessuno di loro al ritorno a Milanello dopo il Mondiale e le vacanze. In compenso, ad attenderlo ci sarà Amorim, che punta decisamente su di lui. L’allenatore ex Manchester United glielo ha anticipato nel dialogo telefonico di questi giorni: con i portieri ha avuto problemi nella sua ultima avventura in Inghilterra e ora vorrebbe sentirsi al sicuro con un numero uno come Mike.

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gli altri—  

Come detto, il nuovo tecnico del Milan sta sentendo un po’ tutti i componenti della rosa. Amorim sa che l’epilogo della scorsa annata può lasciare strascichi e vuole partire con il piede giusto, dimenticando il passato. Chi, però, nell’ultima stagione ha fatto enormi passi in avanti è Strahinja Pavlovic. Nella conversazione con il portoghese, il difensore serbo ha garantito la propria permanenza al Milan, cui è legatissimo, ma anche espresso tutta la sua voglia di vincere trofei in rossonero. Una missione condivisa da Amorim.