La nazionale sudamericana torna a vincere una partita al Mondiale dopo 16 anni: decide un gol dopo appena due minuti. Poi resiste dopo il rosso ad Almiron, il primo nella storia per una mano davanti alla bocca

La Turchia saluta il Mondiale, l’America e i sogni di gloria di una giovane generazione dorata. È eliminata tra le lacrime, dopo due sconfitte consecutive e uno spreco di talento clamoroso: contro il Paraguay, rinato dopo le scoppole prese dagli Stati Uniti, decide un gol lampo di Galarza. L’esterno sinistro sudamericano è belloccio, lo chiamano il “rubacuori” dell’Albirroja, ma ha trafitto soltanto quello di Vincenzo Montella, sotto shock alla fine di un match drammatico: lo ha giocato per più di metà con l’uomo in più e questo rende il flop ancora più clamoroso. I suoi sono a terra disperati, mentre i paraguaiani saltellano in estasi dopo aver agganciato l’Australia: le due squadre si giocheranno il secondo posto del girone dietro gli americani.

GOL APRISCATOLE—  

È il gol iniziale di Galarza con sinistro chirurgico che scompagina qualsiasi piano e allontana ogni accenno di razionalità al Levi’s Stadium di San Francisco. Anzi è la miccia che accende il match trasformandolo nella rissa del retro di un bar qui a San Francisco: negli sport americani le chiamano “slugfest” e in questo tesissimo Turchia-Paraguay ci si è andati vicini. Dal 2’, infatti, i sudamericani possono usare le maniere forti, ma giocando sempre in fiducia il loro calcio ordinato con due linee strette, blocco medio-basso e ripartenze basate su Enciso di gran lusso. Al contrario, la squadra di Montella si arrovella ed entra in uno stato psicologico complicatissimo: nel pantano cerca solo di portare su i terzini Muldur e Kadioglu e di accendere con poco successo i gioielli di casa, Arda Güler e Yıldız. In realtà, la protagonista è la tensione con interventi al limite, come quelli dello stesso goleador Galarza, che per poco non viene buttato fuori. In questo scenario le occasioni possono venire solo da tiri dalla distanza o palle da fermo: da una, la Turchia confeziona l’occasione più grossa del primo tempo e della partita. Una testata beffarda di Muldur da punizione laterale di Calha fa sbattere la palla prima sulla traversa e poi sul palo: è il segno che non è serata, anzi non è Mondiale.

ROSSO STORICo—  

Nel recupero, poi, ecco l’episodio che ricambia di nuovo la direzione del vento sulla Baia. Al 48’, in uno dei tanti momenti di gioco fermo con qualche giocatore a terra, l’arbitro salvadoregno Barton è richiamato al VAR. All’inizio non si capisce bene perché, poi le immagini lo spiegano chiaramente: il 10 dei sudamericani Almiron si è rivolto a Muldur, dicendo qualcosa con la mano davanti alla bocca. Proibitissimo secondo il nuovo regolamento dopo il caso Prestianni-Vinícius: sventola il rosso diretto con la panchina di Alfaro che insorge. Al contrario, i turchi esultano e aizzano le decine di migliaia di connazionali in maglia rossa che popolano le tribune del Levi’s: in una partita complicatissima, intravedono uno spazio per recuperare. L’effetto sul morale della squadra di Montella è immediato, i turchi riversano adrenalina pura sia nei restanti infiniti minuti di recupero del primo tempo sia all’inizio della ripresa. All’intervallo, però, le due panchine cercano di rattoppare la trama: fuori Pitta e dentro Bobadilla per Alfaro che punta a coprirsi vista la traversata nel deserto prevista, l’Aeroplanino risponde con l’uscita di Akturkoglu per l’imprevedibile Yılmaz. E al 60’ altro arsenale offensivo dentro con altri giocatori offensivi come Uzun e Gül al posto di Yüksek e Akgun.

L’ASSALTO—  

In questo nuovo scenario, la Turchia attacca con una linea di quattro e finalmente riesce a fare ciò che avrebbe voluto dall’inizio: pressione sugli esterni, sovrapposizioni soprattutto a sinistra, che portano cross affilati al centro (su uno, arriva la testata del nuovo entrato Gül troppo centrale) o conclusioni da posizione laterale (da dimenticare quella di Yıldız). I paraguaiani devono esercitare un estremo atto di resistenza e non regalare nulla, anche se il portiere Gill rischia il patatrac su un tiraccio di Demiral. Per il resto, possono pure sfruttare le praterie dei turchi che assaltano alla garibaldina, contando su quel folletto di Enciso: il talento dello Strasburgo, con l’ennesima serpentina, rischia infatti un incredibile 2-0.

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LA DISPERAZIONE—  

Dopo il cooling break del secondo tempo, Montella, appesantito da un giallo inevitabile per le proteste continue, non può che sperare sull’emotività del momento: i suoi non hanno più nulla da perdere e caricano con la forza della disperazione. Al contrario, i paraguaiani difendono alla baionetta e sfruttano la poca lucidità dei rivali: la fretta non è mai una buona consigliera, ancora di più in casi come questo, e le soluzioni scelte non sono le più lucide. Ci prova Uzun, gioiello dell’Eintracht, che riceve palla al limite dell’area e sfiora il palo, e quando finalmente Yılmaz riesce a mettere in mezzo un pallone urticante Gül è nuovamente in ritardo. Proprio il numero 9 rischia di trasformarsi nel bersaglio di un popolo di 80 milioni di tifosi, che aspettavano questo Mondiale da 24 anni interminabili: sbaglia a un metro dalla porta il più banale dei tap-in dopo la respinta corta di Gill su destro di Uzun. Dopo una testata fuori di Demiral, l’ultima immagine della partita è un triste tiro strozzato di Calha, capitano alla deriva: come la sua squadra, l’interista in America è stato la controfigura di se stesso.

la partita —  

Turchia-Paraguay conclude la seconda giornata del Gruppo D, completato da Stati Uniti e Australia, entrambe avanti per il passaggio del turno. La gara inizierà alle cinque del mattino ora italiana e si disputerà al San Francisco Bay Area Stadium di Santa Clara, in California. Il tecnico Vincenzo Montella dovrà dare una scossa alla sua Turchia, colpita e quasi affondata dall’uno-due dell’Australia nella prima partita e incapace di reagire a dovere. La squadra all’arrivo era circondata da grandi aspettative che ora stanno appesantendo l’ambiente. Il ct italiano dovrebbe recuperare Yildiz, che arriva da un lungo infortunio al polpaccio: il trequartista porterà imprevedibilità contro la difesa chiusa dei sudamericani. Il Paraguay ha invece perso malamente la prima gara contro gli Stati Uniti. I quattro gol subiti hanno certificato l’ottimo stato psico-fisico dei padroni di casa ma hanno anche sottolineato una fragilità inaspettata nella squadra di Gustavo Alfaro, allenatore argentino che al momento di prendere la guida del Paraguay disse: “Mi piacerebbe che il Paraguay fosse la squadra da evitare, quella che lotta più degli altri senza perdere la propria attitudine”