Dusan non scalda le big d’Europa ma solo i club turchi. E ora papà Milos riflette sulla proposta

In America chi vede la porta, segna: lunga e nobile è la lista dei colpi ad effetto dei profili più attesi e quotati, e siamo a un mese dal traguardo. Dalle nostre parti, Dusan Vlahovic osserva, annota, riflette: ultimo a farlo sobbalzare dalla poltrona il compagno di squadra Jonathan David. Già, compagno di squadra perché fino al 30 di questo mese il centravanti serbo è un giocatore della Juventus dove è arrivato nel gennaio di quattro anni fa: e poi che succederà?

lo scenario—  

Il tema è noto e in campo da un po’: Luciano Spalletti, tecnico bianconero, ha in mente la nuova versione della squadra con Vlahovic dentro, Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale del club, ha l’intenzione di accontentare il suo allenatore, Dusan se ne è andato dalla Continassa a firma Comolli sgommando e senza sorrisi per un accordo sull’immediato futuro sfumato. Troppo lo spread tra richiesta e offerta, troppa la diffidenza e la poca armonia tra l’attaccante di Belgrado e quella che fino a dieci giorni fa era l’espressione della società: la virata voluta dal gran capo John Elkann ha avuto la conseguenza, per niente banale, di capovolgere la scena e di mettere sotto i riflettori attori diversi per carattere e visione. Può bastare per riavvicinare le parti fino alla stretta di mano per proseguire ancora insieme? L’ultima carta in mano alla Juventus è stata calata proprio in queste ore: contratto di una sola stagione (c’è anche l’ipotesi di due anni) fino ad otto milioni di euro compresi i bonus. Un anno potrebbe sembrare un azzardo o qualcosa del genere, ma anche una scommessa reciproca: il club non avrebbe la necessità di cercare sul difficile mercato due punte di valore, Dusan potrebbe allungare la permanenza in una città e in un ambiente a cui si sente molto legato e che gli permetterebbe di mettersi alle spalle una stagione tribolata – il lungo stop per infortunio pesa – lavorando con un tecnico che non smette di lodarlo e che si è pubblicamente schierato per il rinnovo dell’accordo in scadenza.

tempi stretti—  

La Juventus gioca all’attacco e rompe gli indugi anche perché alla Continassa non vogliono, e non possono, lasciare la questione aperta oltre giugno. Papà Milos, padre e, di fatto, manager di Vlahovic, non ha ricevuto, fino ad ora, grandi e concreti interessi dalle big d’Europa: Barcellona e Atletico Madrid fanno melina, il Bayern Monaco come anche il Chelsea o il Tottenham; così a farsi avanti sono stati soltanto presidenti turchi, da quello del Besiktas di Vincenzo Italiano al Galatasaray che rischia di perdere sia Icardi che Osimhen. Prendere o lasciare, dunque. Accettare un nuovo accordo breve o mettersi l’esperienza a Torino, definitivamente, alle spalle: una soluzione positiva per il serbo è ancora di non semplice realizzazione, ma l’idea di ritrovare l’energia e la forza migliore con una maglia che sente sua regala a Vlahovic un po’ di adrenalina in più.

Gazzetta Mondiale: ogni notte un’edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1€/mese!

motivazioni—  

Carnevali non è Comolli, Spalletti non ha mai cambiato idea sull’utilità di Dusan dentro al suo gioco: particolari che possono indirizzare i colloqui. Sono, queste, le ore che chiuderanno una partita già ai supplementari: andare oltre il mese di giugno complicherebbe i piani di mercato bianconeri perché la nuova Juventus deve battere i suoi primi colpi in porta e in attacco. Un anno con un ingaggio fino a otto milioni di euro non farebbe saltare gli equilibri di squadra perché la base di partenza sarebbe in linea con quanto guadagna un giocatore in uscita come David (sei milioni), l’arrivo – due milioni di bonus – supererebbe il tetto Yildiz, ma, come detto, soltanto grazie a dei traguardi fissati e da raggiungere come l’ingresso in Champions League e un cammino ricco di soddisfazioni in Europa League. Papà Milos, stavolta, riflette, Spalletti incrocia le dita: ancora poche ore e sarà tempo di verdetto. Senza più appelli.