Il danese ha una promessa dello Sporting per liberarsi in estate a prezzo di favore
Il colpo gli è già riuscito nel 2023. Morten Hjulmand si era messo in luce con un ottimo campionato a Lecce e Ruben Amorim convinse lo Sporting a investire quasi 20 milioni di euro per portare il centrocampista danese a Lisbona. Per la società lusitana, non proprio bruscolini. Adesso, il nuovo tecnico del Milan ci riprova. La missione stavolta è sulla rotta inversa: da Lisbona all’Italia. Meta finale ovviamente Milano, dove Amorim spera di riabbracciare Hjulmand. Non sarà facile, perché nel frattempo il prezzo del mediano è all’incirca raddoppiato, ma il nome del danese è prioritario per l’ex allenatore del Manchester United, quasi quanto l’arrivo di un nuovo centravanti, con Gonçalo Ramos visto come profilo ideale.
la situazione —
Amorim aveva provato a mettersi in valigia Hjulmand già quando lasciò lo Sporting per i Red Devils. La scorsa estate, però, i biancoverdi non ci vollero proprio sentire e lo United non arrivò a pagare la clausola da 80 milioni di euro. Spoiler: non lo farà di certo manco il Milan. Un anno fa, però, Hjulmand strappò una promessa dal club portoghese. Se avesse accettato di rimanere a Lisbona, nel 2026 sarebbe stato ceduto a un prezzo favorevole, in caso di offerta. Uno scenario simile a quello successo con Gyokeres. Con il bomber svedese, alla fine lo Sporting non mantenne del tutto la parola, perché quando si scatenò un’asta mondiale la cifra lievitò comunque. Hjulmand non è però Gyokeres. Piace a club importanti, Atletico Madrid in testa, ma non ha di certo l’hype dello svedese dell’Arsenal. Così, il centrocampista danese confida di poter essere ceduto a un prezzo che oscilla tra i 35 e i 45 milioni, contando i bonus.
rapporto—
Ok, la cifra non è indifferente per il Milan. Anche perché Hjulmand giovedì prossimo compirà 27 anni. Non è un giovane che potrà essere rivenduto a un prezzo superiore tra qualche anno. In compenso, Amorim lo considera un’aggiunta pazzesca per la squadra. Allo Sporting divenne il perno del suo centrocampo e il rapporto di fiducia divenne così forte che il tecnico gli consegnò la fascia di capitano dopo appena un anno dal suo sbarco in Portogallo. La stima è comunque reciproca: quando Amorim andò a Manchester, Hjulmand fu il primo a rammaricarsi, ma anche a riconoscere le straordinarie capacità dell’allenatore. Adesso, invece, il mediano ha confermato pubblicamente che incontrerà la dirigenza per discutere del suo futuro. Tradotto: ricordare allo Sporting della promessa. Mentre Amorim ha iniziato il suo pressing con Gerry Cardinale per il suo primo regalo.
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