Brescia ci pensa, Varese aspetta. È questo, oggi, uno degli ultimi snodi aperti nel mosaico delle coppe europee per le squadre italiane. Il quadro principale è ormai quasi definito: Olimpia Milano e Virtus Bologna in EuroLeague, Trento, Venezia, Derthona, Napoli e Roma in EuroCup, mentre la Reggiana guarda ad una conferma in Basketball Champions League. Resta da capire se la BCL potrà diventare anche il terreno di rientro europeo per la Germani o, in caso contrario, una porta da provare ad aprire per Varese.
Brescia, al momento, sembra indirizzata verso un altro anno senza coppe. Una linea che avrebbe una sua logica: il club arriva da una stagione intensa, ha un roster da ricostruire e una nuova fase societaria da consolidare. Ma la riflessione non è banale. La Basketball Champions League non è l’EuroCup: ha un calendario meno pesante, impone meno stress logistico e può essere gestita con un impatto più sostenibile sulla stagione di Serie A. Per una società ambiziosa, può diventare un compromesso utile. Il punto è soprattutto tecnico e di mercato.
Giocare una coppa europea significa avere un argomento in più nelle trattative, soprattutto con profili abituati al livello internazionale o comunque interessati a mettersi in mostra fuori dal campionato italiano. Brescia, dopo aver già mosso il mercato con John Brown III e dopo i primi sondaggi su altri giocatori, potrebbe trovare nella BCL una leva per aumentare la profondità d’azione sul mercato europeo. Non una necessità assoluta, ma un vantaggio competitivo. Qui entra in gioco Varese. Se Brescia decidesse di restare fuori anche dalla BCL, e Trieste non facesse la sua mossa, il club biancorosso potrebbe legittimamente guardare a un secondo posto per le squadre italiane nella competizione, anche se non ci sono segnali forti in questa direzione: la campagna abbonamenti è partita senza riferimenti all’Europa, dettaglio che non chiude la porta ma invita alla cautela.
Per Brescia la scelta si intreccia anche con il momento del club. La fine della vecchia governance, l’uscita di scena di Graziella Bragaglio dalla presidenza e l’azzeramento del CdA segnano un cambio netto. Mauro Ferrari ha scelto una struttura più snella, con il figlio Pietro e Marco Patuelli al suo fianco. È una nuova fase, più accentrata e probabilmente più rapida nei processi decisionali. Proprio per questo la decisione sull’Europa assume un valore politico oltre che sportivo.
Il calendario europeo italiano, insomma, è quasi completo, ma l’ultima casella pesa. Brescia ha la possibilità di scegliere se rientrare dalla porta più sostenibile. Varese, nel frattempo, osserva e attende. Perché se la Germani dovesse rinunciare ancora, la BCL potrebbe trasformarsi da opportunità bresciana a occasione varesina. Altrimenti, credibilmente, sarà FIBA Europe Cup.