Si aggrava il bilancio degli attacchi israeliani in Libano 

Si aggrava il bilancio degli attacchi sferrati da Israele in Libano nella notte tra venerdì e sabato: le autorità locali sostengono abbiano causato la morte di almeno 10 persone. L’agenzia di stampa statale libanese NNA ha riferito che aerei da guerra e droni israeliani hanno colpito diverse località nel sud e nella Valle della Bekaa. Uno dei raid ha colpito un edificio residenziale di tre piani nella città meridionale di Barish, nel distretto di Tiro, uccidendo un uomo, una donna e i loro due figli, come ha riferito a Reuters un funzionario locale del villaggio.

Un ufficiale militare israeliano ha spiegato che i raid israeliani sono una risposta agli oltre 50 proiettili lanciati da Hezbollah contro le forze israeliane nel sud del Libano.

Un alto funzionario di Hezbollah, da parte sua, non ha confermato i presunti attacchi e ha spiegato che il gruppo non avrebbe concesso a Israele «libertà di movimento» in quello che ha definito «territorio libanese occupato», aggiungendo che la resistenza rimane legittima finché le forze israeliane rimarranno nel Paese. 

Gli attacchi reciproci, fa notare Reuters, mettono in luce la fragilità sia della tregua raggiunta tra Israele e Libano, sia dell’accordo di pace provvisorio stipulato tra gli Stati Uniti e l’Iran, che a sua volta dipende, inevitabilmente, dalla strategia militare messa in campo dal governo di Netanyahu nei confronti di Hezbollah.