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Luisa Corna non ha più solo due occhi per vedere il mondo. Ne ha di più. «Da quando ci sono mio marito Stefano Giovino ei suoi figli vedo il mondo attraverso i loro occhi. Due ragazzi sensibili…». Sensibili anche verso il rispetto dell’ambiente. E nasce da qui la sua favola, appena pubblicata. Si chiama Tofu el’isola di plastica (dopo il libro Tofu elamagiadell’arcobaleno), in cui un tenero extraterrestre blu scopre che il mare è pieno, appunto, di plastica. E deve trovare una soluzione.

APPROFONDIMENTI

Cosa fa oggi

Al settimanale Oggi racconta di essersi divertita a scriverla.

Ma soprattutto di adorare questi due bambini. «Poi nel periodo estivo stanno soprattutto con noi. E quindi riesco a viverli ancora di più».

Meno palco e più famiglia ma «diciamo che se ci fosse una situazione che mi affascina mi piacerebbe rimettermi in gioco. Però non sento tutta questa necessità di esserci, ventiquattr’ore su ventiquattro. Mi piace ritagliarmi i miei spazi».

Ci era riuscita anche nel calcio, a Controcampo. «Probabilmente mi avevano preso per avere una bella donna. Ma io invece conoscevo bene il calcio, il mio ex compagno Aldo Serena era un calciatore. Inizialmente, le domande me le scrivevano gli autori, poi piano piano sono diventata libera di dire quello che volevo emi sono inserita benissimo, tant’è che mi hannopersino ingaggiato per scrivere articoli per Tuttosport…». Una passione nata dal padre calciatore. 

Il marito

Un amore, quello per il calcio, condiviso anche con il marito. E così si passa all’amore. Suo marito, carabiniere, ha 14 anni meno di lei. «Non è che ci pensiamo a questa cosa qua. Funziona, ormai sono quasi 13 anni che stiamo insieme; quindi non mi sono più posta il problema della differenza d’età. Stiamo bene, è un dato di fatto».

Un amore senza figli loro. Una scelta perché «lui aveva già figli. Nel momento in cui l’ho conosciuto, la sua più piccola aveva circa tre anni e mezzo, è venuto spontaneo per me accudire i suoi figli come fossero miei. Non ho mai sentito l’esigenza così indispensabile di avere un figlio io – confessa ancora al settimanale Oggi – Ho avuto qualche pensiero, però non è rimasto. La mia maternità è stata appagata da loro, dal loro essere presenti».

Due bambini che Stefano le ha fatto conoscere presto. «Voleva capire se tra di noi potesse esserci un buon feeling, ecco. Inizialmente ero un’amica, poi sono stati loro, insomma, che hanno capito che non ero solo un’amica. Sono venuti a mangiare il gelato, è stato tutto molto spontaneo».

La sua preoccupazione? «Che possa succedergli qualcosa». Per il resto «ho imparato a conoscere un po’ più da vicino l’Arma dei Carabinieri. Vivo in caserma, assieme a tante altre famiglie. E anche l’Arma è una bella famiglia, grande, unita»