di
Giulio De Santis
L’indagine, affidata alla polizia postale, è anche per diffamazione
Beatrice Arnera, professione attrice e nuova compagna di Raoul Bova, contro i giustizieri del web. O per meglio dire leoni da tastiera. Lei, che per vivere ha scelto di strappare ora sorrisi ora altri sentimenti nei suoi spettatori, stavolta ha brandito l’arma della denuncia per porre un freno a chi l’ha sommersa di insulti per aver deciso di lasciare il compagno, Andrea Pisani, attore comico, nonché padre della loro figlia, e iniziare una nuova storia.
«Ucciditi» e «Fai schifo, traditrice»
«Ucciditi», «Sei una pessima madre», «Fai schifo traditrice», «Donna squallida», «Fai schifo cancellati dai social». E poi ancora «Fai veramente schifo come attrice ma soprattutto come persona», «Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira»: ecco alcuni dei commenti che le sono stati postati sul profilo Instagram dopo che ha cominciato, lo scorso settembre, a circolare la voce della fine del suo rapporto con Pisani, 39 anni, protagonista del duo comico PanPers con Luca Perancino e l’inizio della love story con Bova, 54 anni. In quelle settimane vicino a separarsi da Rocio Muñoz Morales, 38 anni.
Presto i primi indagati per stalking, minacce e diffamazione
L’esposto, presentato alcune settimane fa in Procura, ha dato il via all’inchiesta. E presto potrebbero arrivare i primi indagati. Che saranno accusati di stalking, minacce e diffamazione. Il pm Nadia Plastina ha infatti delegato la polizia postale a indentificare a chi appartengano i profili degli haters.
La decisione di procedere alla denuncia a inizio anno
I primi insulti sono datati ottobre 2025. Per un lungo periodo Arnera, nata ad Acqui Terme nel 1995 e figlia della cantante lirica Silvia Gavarotti, opta per il silenzio, forse nella speranza che gli haters la smettano di tartassarla di offese. Una speranza divenuta presto un’illusione. La decisione di procedere a depositare la denuncia è nata all’inizio dell’anno. Ferita dai continui insulti sulla sua vita privata, Arnera ha scelto il contrattacco. Prima con un post su Instagram dove ha rivendicato di aver lasciato il compagno: «Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera. Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene». Poi, nello stesso post, ha preannunciato come si sarebbe mossa: «Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio».
Indagini della polizia postale in dirittura d’arrivo
Terminato di scrivere il messaggio, ha impugnato la penna. Per preparare insieme al suo legale la strada per difendersi da chi l’ha offesa, credendo di schermarsi dietro un nickname. Le indagini della postale, infatti, sono in dirittura d’arrivo. Ormai scovare chi si nasconde dietro un nome fake non è più un’impresa a ostacoli.
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19 giugno 2026 ( modifica il 20 giugno 2026 | 12:33)
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