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Andrea Laffranchi, inviato
Al festival La prima estate la prima volta in Italia dell’ex leader leader dei White Stripes in versione solista
CAMAIORE Sale sul palco, attacca la chitarra e via. Dritto, convenevoli al minimo, zero soste fra un pezzo e l’altro, una canzone finisce e le bacchette del batterista chiamano già la seguente. E’ puro istinto selvatico, blues elettrico e garage rock, quello che Jack White, fondatore dei White Stripes, duo chitarra e batteria che da Detroit ha lasciato il graffio sugli anni Zero, ha portato per la prima volta in Italia nella sua carriera solista.
Il merito di averlo chiamato va a La prima estate, festival con cuore indie rock e piedi nella sabbia della Versilia (ieri sera Marlene Kuntz, oggi Richard Ashcroft, il prossimo weekend Nick Cave, Gorillaz e Twenty One Pilots).
Il campo di gioco e le regole sono chiare. Niente visual, la band che picchia, allestimento essenziale con qualche luce e una statua enorme dal corpo di marinaretto e un teschio blu al posto della testa, si chiama Frozen Charlotte e ha battezzato il nuovo album di White in arrivo il 10 luglio.
Quasi metà dello show è dedicata alla storia con i White Stripes, c’è ovviamente Seven Nation Army in chiusura che chiama la platea al po-po-poppo-po-po-po, ma anche Fell in Love With a Girl e The Hardest Button to Button. Il resto viene dalla carriera solista, anche dal disco in arrivo, e dal progetto Raconteurs (Steady, as She Goes trascina). Batteria e basso sono macchine da ritmo e danno l’ossatura sulla quale White appoggia, ma meglio sarebbe un verbo meno delicato, i suoi riff e i suoi assoli.
Blues e rock appunto, ma con una grande libertà che ormai raramente si vede sui palchi: i pezzi cambiano pelle e ritmo lungo il loro svolgimento, quando suoni veramente e senza sequenze sei libero, qualche accento country e qualche fuga psichedelica sulle gambe dell’organo Hammond.
Una lezione di rock da un professore che è mai piacione e nemmeno uno che si perde in virtuosismi barocchi: un muro di suono che ti tiene sotto scacco, non ti lascia scappare, senza mai essere violento o arrogante. Merito anche all’esibizione degli Hives. Anche qui essenzialità, ma in una direzione opposta: ironia e intrattenimento, velocità ed energia punk.
20 giugno 2026
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