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Adriano Agatti e Giovanna Maria Fagnani
Sabato la visita di Leone XIV a Pavia e poi a Sant’Angelo Lodigiano. Attese 40 mila persone. Fin dal momento della sua elezione, aveva espresso il desiderio di venire a Pavia a rendere omaggio a Sant’Agostino
L’abbraccio di Papa Leone ai piccoli pazienti oncologici. La prima tappa della visita – lampo in Lombardia del Pontefice, sabato pomeriggio, è stato il del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) di Pavia: una realtà unica in Italia e tra le pochissime al mondo in grado di erogare adroterapia (una forma avanzata di radioterapia) sia con protoni che con ioni carbonio, per il trattamento di tumori complessi, inoperabili o radioresistenti. Questa tecnologia consente di colpire con estrema precisione le cellule malate, preservando i tessuti sani circostanti e contribuendo al miglioramento della qualità di vita dei pazienti. A oggi, oltre 6.000 persone – di cui circa 300 bambini e adolescenti – hanno beneficiato di queste cure nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
Papa Leone XIV ha incontrato la direzione e salutato i 200 dipendenti del Cnao: medici, fisici, ingegneri, tecnici e ricercatori. Il momento più intenso della visita è stato l’incontro con dieci bambini in cura al Centro.
Dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, Papa Leone XIV ha rivolto loro alcune parole, sottolineando l’importanza della famiglia: «Fate capire a tutto il mondo, che quando ci sono momenti difficili, se non c’è la presenza, l’amore della famiglia, tutto è più difficile». «Dio vuole che nessuno soffra» ha aggiunto il Papa, spiegando: «Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli». Ha poi ringraziato il Cnao, «che fa miracoli» e il personale, «perché Dio opera nelle nostre vite anche tramite i medici, gli infermieri, tante persone». E infine ha ricordato l’importanza della ricerca, come via per preparare il futuro, e raccomandato «quando le cose sono difficili, mettiamo tutta la nostra fiducia in Dio». Prima di lasciare il Centro, il Papa con i giovani in cura e le loro famiglie hanno recitato insieme il Padre Nostro.
E i piccoli pazienti hanno consegnato al Pontefice un dono speciale, realizzato con le loro stesse mani. L’opera, intitolata «Ti ascolto», è un cuore di stoffa composto da frammenti delle loro magliette, al quale è collegato un piccolo stetoscopio. I vertici del Cnao gli hanno invece donato la scultura, «Il Segno della Cura», di Fabio Lissi, che interpreta il viaggio invisibile delle particelle accelerate a velocità straordinarie per trasformarsi in strumento di cura.
Dopo la visita al Cnao, Papa Leone si è recato al Convento dei Padri Agostiniani, per un breve incontro con la Comunità. Subito dopo, ha raggiunto la Basilica, per la celebrazione della messa. Per l’occasione, l‘urna contenente le spoglie del corpo di Sant’Agostino è stata esposta sull’altare della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Si tratta di un fato eccezionale, visto che l’esposizione avviene solamente tre volte all’anno: il 28 agosto, festa del santo, il 13 novembre data nascita e il 24 aprile, giorno della conversione del santo d’Ippona. Migliaia di persone hanno affollanto le strade e le piazze. Dopo la celebrazione a Pavia, il papa raggiungerà in elicottero Sant’Angelo Lodigiano.

Appena giunto davanti alla basilica di San Pietro in Ciel d’oro a Pavia, dove sono custodite le reliquie di Sant’Agostino, ha rivolto un saluto a braccio sottolineando che il santo «ci insegna a vivere come fratelli e sorelle». Il pontefice è stato accolto da cori e applausi. Per il Papa dobbiamo essere «segno di amore e carità nel mondo», e «vivere il perdono, la riconciliazione e la pace». A sorpresa, un fedele ha donato a Leone XIV una torta con spuma di mandorle, tipica dell’Oltrepò Pavese. All’interno della Basilica lo attendevano 1800 persone.
«Facciamo crescere una Chiesa in cui si cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi, in cui tutti si riconoscono fratelli e lavorano con gioia al servizio del Regno di Dio». Lo ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Sant’Agostino. «Siamo chiamati a essere realisti e sappiamo che nelle comunità parrocchiali e nella vita di una diocesi ci sono tante urgenze e tanti impegni che richiedono presenza e molteplici attività. Si tratta però di ricondurre tutto al centro, di costruire sempre a partire dalla pietra angolare, di impedire che le nostre azioni risultino dispersive, centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi».
Fin dal momento della sua elezione, aveva espresso il desiderio di venire a Pavia a rendere omaggio a Sant’Agostino. E, parlando di lui, papa Leone ha aggiunto: «Sant’Agostino ci insegna a vivere ciò che Gesù Cristo ci ha insegnato, amare Dio e amare i fratelli». Leone XIV ha proseguito sottolineando il valore della carità: «L’amore fraterno è tanto importante, la carità verso tutti, che oggi è un messaggio di Sant’Agostino, di Gesù Cristo, molto importante per il mondo. Che siamo tutti veramente questo segno di amore, di carità nel mondo, che sappiamo vivere il perdono, la riconciliazione, la pace». Il Pontefice ha chiuso l’intervento con la benedizione: «Dio vi benedica tutti voi, grazie per essere qui». Si è poi fermato a salutare e benedire i fedeli. Ha stretto mani, benedetto, salutato bambini e donato loro anche qualche rosario. Come è successo a Nicolò un bimbo con la sindrome di Down che ha avuto in dono dal Santo Padre un rosario di perline bianche. Papa Leone si è fermato qualche secondo con Carmen, una signora sulla carrozzina, che gli ha regalato un rosario. «Abbiamo parlato un po’ e gli ho dato in dono una corona del Rosario benedetta a Lourdes, dove sono appena stata – ha spiegato molto emozionata – e gli ho detto che è speciale perché ha sei decine e non cinque. Infatti durante l’ ultima apparizione la Madonna aveva detto a Bernadette di dire una decina in più per pregare per malati e peccatori». Il Papa allora ha risposto a Carmen «devo andare anche io a Lourdes».
Tra i fedeli in Piazza Vittorio c’era anche Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia, oggi presidente della Commissione Esteri della Camera.
Poi, il viaggio in «papamobile» per le vie del centro, salutato da decine di migliaia di fedeli che lo hanno aspettato per ore in strada. Il Papa ha lasciato la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, per arrivare in Piazza Duomo, per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione delle reliquie di San Siro. Al suo arrivo, sul sagrato del Duomo, il Papa ha ricevuto l’omaggio floreale dei bambini e salutato la Comunità sudamericana. Ad accoglierlo, a nome di tutti gli animatori degli oratori feriali di Pavia, è stata Paola: «Il Signore la benedica la custodisca e le dia pace» sono state le sue parole. «Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire basta con parole di odio, basta con insulti, con il bulling. Basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione» ha detto il Papa ai ragazzi. E si è poi raccomandato di avere moderazione nell’uso del telefonino. «Cercate di costruire autentica amicizia. Non amicizia solo con lo schermo, con il telefonino, ma autentica amicizia di persona. E così troverete che Gesù davvero vive fra noi. Gesù sarà presente.
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20 giugno 2026 ( modifica il 20 giugno 2026 | 18:40)
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