Africani brillanti e avanti con il gol di Kessie, ma nella ripresa Nagelsmann pesca dalla panchina e la doppietta del giocatore dello Stoccarda qualifica la Germania

Undicesima vittoria di fila e qualificazione anticipata, la Germania non si ferma, lanciata da Undav, ma prima di pensare al futuro deve guardarsi dentro perché dopo il 7-1 a Curaçao rischia di perdere contro una Costa d’Avorio molto brillante, che sa unire forza fisica a qualità. Avrebbe meritato qualcosa di più, quando rallenta dopo un’ora viene raggiunta da Undav, la solita riserva felice di Nagelsmann e poi viene beffata al 94′ dalla doppietta della punta dello Stoccarda. Almeno il pari sarebbe stato più giusto. Il carattere dei tedeschi ancora una volta prevale. 

LA SORPRESA—  

Anche gli africani erano a quota tre punti prima del via, hanno una stellina che gioca in Bundesliga e si chiama Yan Diomande, ha 19 anni e il Lipsia lo valuta 100 milioni. Il ragazzo, che ha scritto una lettera toccante alla sorellina scomparsa, prepara l’1-0 di Kessie alla mezzora, è il pericolo numero uno da giorni, perché l’hanno visto per tutta la stagione, ne conoscono le partenze esplosive e i fendenti in mezzo all’area. Nagelsmann aveva provato in allenamento anche la chiusura a cinque, ma a Toronto la linea resta a quattro, anzi a tre in costruzione perché Brown è quasi un trequartista sinistro. Però la mossa del suo collega Faé è quella di mettere Diomande a sinistra, con Diallo dall’altra parte, perché Kimmich talvolta lascia spazio alle spalle, ma soprattutto è più limitato nel progettare l’azione, compito lasciato così più a Pavlovic. Al primo vero sprint redditizio Diomande centra basso e forte; Diallo si fa stoppare da Brown, ma Kessie è alle spalle e sfrutta il rimbalzo per il suo sedicesimo centro in nazionale. Germania in svantaggio e anche disunita, non riesce a organizzare subito una reazione, anzi rischia di finire allo spiedo in ripartenza, però Neuer non si fa incantare da Bonny. Quando Havertz trova il pari, c’è un netto fallo su Kossounou in precedenza. La Germania non va oltre il rammarico, ma almeno si riporta nell’area di Fofana e chiude un attimo prima dell’intervallo con un fraseggio di qualità vanificato però da un tiretto di Wirtz. Ma la forza della Germania dovrebbe riguardare la fase offensiva: il 7-1 a Curaçao non fa storia, i tedeschi non avranno la stella dominante alla Messi o Mbappé ma tanti squisiti giocatori che insieme possono incastrare le proprie qualità con quelle dei compagni e offrire un prodotto eccellente. Ma Wirtz è in ombra, Havertz non si libera spesso e gli ivoriani riescono a incatenare gli avversari, a togliere spazio vicino alla porta: lasciano il palleggio, ma disturbano continuamente i tocchi nello stretto. 

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LE MOSSE—  

Il ct ivoriano Faé ne cambia cinque rispetto al successo sull’Ecuador, ne beneficiano l’interista Bonny e l’atalantino Kossounou, mentre Ndicka resta in panchina. Bonny è meno appariscente dei due giovani esterni, però lavora per tre nel tenere sotto pressione i difensori tedeschi; un altro che dà forza e spinta è Kessie, non soltanto per la rete. Sta sul centro destra a centrocampo, assorbe con un movimento verticale le intrusioni avversarie che da quella parte sono più insistite rispetto all’altro settore, e riesce a distanziare la coppia Wirtz-Musiala quando è in area per affondare Neuer. Anche a inizio ripresa l’ex milanista fa a brandelli il centrocampo tedesco. Il 4-3-3 ivoriano ha un centrocampista in più rispetto all’esordio con il 4-4-2, impostazione utile nello sbarrare il centro, con Sangaré più basso e body-guard anche davanti all’area. E anche a inizio ripresa comanda la Costa d’Avorio, entra facilmente in area, manca più volte il raddoppio e poi paga. Nagelsmann toglie anche Musiala quando sembra invece più ispirato di Wirtz, Havertz non capitalizza di testa un’uscita errata di Fofana, ma è proprio da due nuovi entrati (Amiri per Undav) che arriva il pareggio. Brown, Amiri e Adingra mancano il 2-1, poi ci pensa ancora Undav.

la partita —  

Sfida per il primato nel girone tra la due squadre vincenti all’esordio. La Germania ha asfaltato Curaçao 7-1 grazie a una cooperativa del gol in cui si è distinto Havertz, autore di una doppietta. la Costa d’Avorio invece ha avuto ragione dell’Ecuador soltanto nel recupero grazie alla rete dell’ex atalantino Diallo.