L’astinenza da gol degli spagnoli è arrivata a quota 289 minuti, record negativo storico per le Furie Rosse. E l’uomo che dovrebbe risolvere il problema non è al meglio: “Non sono pronto per una partita intera”

C’è bisogno d’amore, cantava Zucchero. E anche di gol, aggiungerebbero in Spagna. I campioni d’Europa stanno preparando il secondo incontro del Mondiale, in programma domani alle 18 italiane ad Atlanta. E, dopo il deludente 0-0 del debutto con Capo Verde, Luis De la Fuente si aspetta una prestazione più incisiva contro l’Arabia Saudita e in particolare maggiore pericolosità dentro l’area avversaria. Alla Spagna manca il gol e il riferimento non va solo a questo torneo ma abbraccia anche l’edizione del 2022 in Qatar, quando la squadra rischiò di essere eliminata nella prima fase e poi uscì contro il Marocco ai rigori. Considerando le partite del Mondiale, l’astinenza da gol degli spagnoli è arrivata a quota 289 minuti, record negativo storico superando quello fatto registrare tra il 2002 e il 2006 (245’) e soprattutto quello tra il 1934 e il 1950 (261’). L’ultima volta che la Spagna ha festeggiato una rete ai Mondiali è stato il 1° dicembre 2022, quando Alvaro Morata sbloccò la gara (poi persa 2-1) contro il Giappone. Era la nazionale di Luis Enrique, che negli ottavi contro il Marocco restò a secco per 120 minuti e, incredibilmente (anche se non conta per la statistica) pure quando la qualificazione si decise ai calci di rigore: tre trasformazioni per i marocchini, tre errori di Sarabia, Soler e Busquets per gli spagnoli. 

Gazzetta Mondiale: ogni notte un’edizione straordinaria esclusiva. Non perdertela, abbonati a 1€/mese!

soluzione yamal—  

La Spagna non ha mai iniziato un Mondiale senza segnare nelle prime due partite e, nonostante il brutto esordio, c’è grande fiducia non solo nella prossima partita ma per tutto il torneo. Anche perché, se è vero che contro Capo Verde la squadra ha costruito poco (comunque ci sono state due grandi occasioni per vincere), è altrettanto vero che erano in panchina i due giocatori più importanti nella fase offensiva: Lamine Yamal e Nico Williams. La stella del Barcellona è entrata dopo 71 minuti, quella dell’Athletic a partita ormai finita. Proprio il minutaggio di Yamal è il grande tema della vigilia della sfida con l’Arabia Saudita. De la Fuente vorrebbe schierarlo dall’inizio, ma Lamine ieri alla tv spagnola ha espresso qualche dubbio: “Decide l’allenatore, ma non sono pronto per una partita intera. Sono stato fermo per molto tempo e non vedo l’ora di giocare di aiutare la mia squadra, però penso sia troppo presto per stare in campo 90 minuti”. Yamal sa che contro squadre chiuse la sua presenza è fondamentale: “Succede anche nel Barcellona: se ho tre giocatori addosso, significa che altri compagni sono liberi. Sono felice di aiutare la squadra a trovare la soluzione migliore per vincere. La mia ossessione non è segnare, se facessi tanti gol e uscissi in semifinale non sarei contento. L’obiettivo è battere le avversarie più forti e vincere il Mondiale”. Le soluzioni per domani sono due: Lamine titolare e poi sostituito dopo circa un’ora, oppure in panchina con l’ingresso dopo l’intervallo. Forse sarà De la Fuente a chiarire le cose nella conferenza che si svolgerà oggi ad Atlanta alle 22,45 italiane