di
Jessica Chia
Gelo dopo le parole sull’intellettuale scomparsa. Per lo scrittore tre ipotesi: scuse pubbliche, ritiro dalla gara o esclusione
Il giorno dopo, il silenzio. O, per lo meno, quasi nessuno reagisce pubblicamente alla bufera che si è abbattuta su Michele Mari dopo le parole rivolte a Michela Murgia (il 10 agosto saranno tre anni dalla sua scomparsa), con ipotesi e commenti che restano nel dietro le quinte degli ambienti letterari.
Nessuno degli scrittori della sestina finalista del Premio Strega, interpellati dal «Corriere», ha rilasciato dichiarazioni (escluso l’intervento di Bianca Pitzorno, che pubblichiamo qui sotto, in gara con La sonnambula , Bompiani, 195 voti all’ingresso in sestina, che non era presente durante l’accaduto). Un gelo che ieri non si è sciolto, in attesa di eventuali decisioni che stanno valutando i vertici della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, che organizza il più prestigioso riconoscimento letterario italiano, presieduta da Giovanni Solimine e diretta da Stefano Petrocchi.
L’episodio al centro delle polemiche è avvenuto giovedì 18, sul pulmino che andava verso Bisceglie, in Puglia, in una delle oltre venti tappe del tour dei finalisti in giro per l’Italia. Qui, c’è stato uno spiacevole alterco tra Mari, che guida la sestina con i 280 voti ricevuti alla nomina dei finalisti, assegnati al suo I convitati di pietra (Einaudi), e Teresa Ciabatti, anche lei in gara con Donnaregina (Mondadori, 184 voti). Una discussione nata quando Ciabatti ha sentito Mari dire che Murgia era «intransigente e violenta perché era brutta», durante una conversazione con la collega Elena Rui (in competizione con Vedove di Camus , L’orma, 163 voti). E, ancora, lo scrittore avrebbe aggiunto: «Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza».
Le parole scagliate contro l’autrice di Accabadora hanno suscitato la risposta di Ciabatti — grande amica di Murgia, e tra le persone che le sono state accanto fino alla fine —: «Le tue considerazioni sono inaccettabili e sono parole che mi fanno molto male», ha detto al collega.
I fatti e le parole, confermati da fonti che viaggiavano sul van, dove oltre ai nomi già citati erano presenti anche Matteo Nucci (in gara con Platone. Una storia d’amore , Feltrinelli, 242 voti), una hostess del Premio e l’autista, hanno iniziato a diffondersi venerdì.
Tanto da indurre Mari (che già aveva mandato un messaggio chiarificatore a Ciabatti) a prendere una posizione pubblica, diffusa dalla sua casa editrice, in cui ha sostenuto di non avere mai parlato dell’aspetto fisico di Murgia, contrariamente a quello che poi è stato confermato dai presenti; ma di avere «soltanto rievocato, in un contesto privato, un lontano episodio di reciproca incomprensione».
In molti si sarebbero aspettati da Mari parole più articolate, se non un ritiro dalla gara. Soprattutto dopo che la Fondazione Bellonci ha detto di ritenere «ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega».
Ma non è successo. A questo punto sono possibili diversi scenari. Uno è che Mari decida di ammettere le sue parole e se ne scusi pubblicamente, in questo modo verrebbe mantenuto in gara. Se non lo farà, lo Strega sta valutando eventuali e inediti provvedimenti. Tra questi, la possibilità che sia estromesso dal concorso (sarebbe la prima volta: nel 1968 Pasolini si era tirato fuori, ma per sua scelta). In ogni caso, non è detto che il regolamento consenta di escludere il libro (sarebbe fuori Mari, non la sua opera).
Comunque andrà, appare chiaro che questa edizione del Premio non sarà una festa.
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21 giugno 2026 ( modifica il 21 giugno 2026 | 08:25)
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