Dopo i 5 gol incassati dalla Svezia, è partita a senso unico anche col nuovo ct Renard: i giapponesi a segno con Kamada, Junya Ito e la doppietta di Ueda
Non è una partita ma un massacro a colpi di katana questa 1000esima, storica sfida nella storia del Mondiale. Il Giappone fa a fette la povera disastrata Tunisia, infilandola in ogni angolo del campo, imponendo un ritmo che gli africani non possono reggere neanche alla Play. Manda in rete l’intero trio di attaccanti terribili, ma con questo 4-0 squillante lancia un messaggio anche alla Svezia, che incontrerà all’ultima giornata: a Tokyo vogliono il secondo posto del girone e, se la scoppiettante Olanda dovesse distrarsi, anche il primo, perché no? Questi folletti che giocano a velocità supersoniche e con un entusiasmo contagioso per il pubblico di Monterrey possono essere pericolosissimi per chiunque dovrà incrociarli lungo il cammino, anche perché la squadra del ct Moriyasu sa reagire alle difficoltà, con spirito nipponico e resilienza. Anche senza il fantasista Kubo, infortunato, trovano soluzioni nuovo affidandosi alla coppia assatanata di trequartisti/esterni Ito e Kamada dietro alla punta Ueda, star già in Europa. Proprio Kamada è il più ispirato, flirta continuamente con il gol durante tutto il match, ma fa capire che aria tirerà a Monterrey fin dall’alba della partita. Segna già l’1-0 al quarto minuto nella prima di infinite belle azioni in verticale, con assist di Nakamura che a sinistra è una iradiddio.
SI SBLOCCA UEDA—
È solo la prima scintilla di un prevedibile incendio perché troppa è la differenza di fiducia tra le due squadre. Così le occasioni cadono come neve sul monte Fuji: nel primo tempo si distingue tra i pali Dahmen, prima vera novità del nuovo ct Renard chiamato nell’emergenza. Il nuovo portiere è costretto a salvare in maniera prodigiosa su una palla sporca, la tiene fuori non si sa come, per un millimetro o forse meno. Nel centrocampo tunisino, invece, il talentino Mejbri illude soltanto con un bel tiro a giro iniziale: dovrebbe essere lui, unito all’esperienza del capitano Skhiri, a dare un minimo di equilibrio e, invece, finiscono tutti in balia delle onde. Finché non arriva inevitabile il secondo colpo di spada dei samurai: stavolta è l’atteso centravanti a sbloccarsi, ecco Ueda con un destro laser. Alla macchina che sembra già muoversi alla perfezione si aggiunge pure il capocannoniere del campionato olandese, 25 reti in maglia Feyenoord.
SENZA LIMITI—
Ne è, comunque, passata di acqua da quel 13 luglio 1930, quando a Montevideo Francia e Messico facevano partire questo incredibile carrozzone mondiale passato per guerre, rinascite, lacrime e speranze. Un pezzo grande di storia dell’umanità, ma nei libri di questo sport non c’era ancora stato un allenatore esonerato nel bel mezzo del torneo, come successo al povero Lamouchi alla guida della Tunisia. L’ex Inter e Parma ha lasciato il posto a Hervé Renard, santone vincitore di due Coppe d’Africa: ci si aspettavano miracoli, ma anche per uno come lui c’è troppo poco tempo per tamponare le perdite. Alla fine del primo tempo, il nuovo ct prova almeno a rovesciare la squadra (Hmida in campo per Bronn e Gharbi per Saad), ma se possibile fa pure peggio. L’inerzia non cambia minimamente, a Monterrey è solo festa giapponese davanti alla principessa Hisako accanto a Gianni Infantino, il presidente-trottola che gira di stadio in stadio. A metà secondo tempo completa il tris il gol di Ito, l’unico che mancava, su un lancio in verticale nel quale il neoentrato Hamida si dimentica dell’esistenza della regola del fuorigioco. Poi il poker arriva con un colpo di testa parabolico del solito Ueda. È vero che la Tunisia già eliminata si candida a squadra peggiore del Mondiale, titolo difficile da vincere vista la concorrenza, ma sono i ragazzi vestiti di blu a impressionare. Tra sovrapposizioni, corse continue e arte varia d’attacco, verrebbe solo da ammonire tutti: mai come stavolta, occhio a questo Giappone
la partita —
Tunisia costretta a fare risultato dopo la pesante sconfitta all’esordio con la Svezia che è costata la panchina a Lamouchi. Renard però avrà di fronte un Giappone gasato dal 2-2 contro l’Olanda. Con i tre punti gli asiatici possono ipotecare i sedicesimi di finale.
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