di
Luca Bertelli

Il 21 giugno alla scuderia Borgo la Caccia potrebbe arrivare anche la rockstar che è stata avvistata nei giorni scorsi sul Garda

L’equitazione è molto più che uno sport: è educazione e rispetto, per la propria disciplina e per i cavalli. Non Formula Uno, ma esseri viventi che per essere performanti devono creare un legame unico con cavalieri e cavallerizze. Le donne in Italia costituiscono la maggioranza assoluta delle praticanti e questo è l’unico sport realmente paritario all’Olimpiade: la distinzione per sesso non esiste, si gareggia tutti insieme. Brescia è da molti anni tra le province trainanti in Italia: maneggi e scuderie pullulano, specie in Franciacorta e sul Garda. In questi giorni, la ribalta se la sono presa due donne diverse tra loro ma con il nostro territorio, almeno ora, come denominatore comune. Una ha un (doppio) cognome che negli sport equestri italiani è tradizione da oltre cent’anni: Martinengo Marquet. L’altra è abituata da tempo a cavalcare con il peso di un cognome ingombrante, leggendario nella musica (Springsteen), sempre anteposto alle pur riconosciute qualità sportive – è stata anche modella – che le sono valse una medaglia d’argento all’Olimpiade a Tokyo.

  Jessica, figlia del Boss, è di passaggio a Bedizzole, dove oggi completerà la tre giorni alla scuderia Borgo La Caccia con la finale del Grand Prix di salto a ostacoli (c’è chi sussurra che potrebbe seguirla in tribuna papà Bruce, avvistato sul Garda, pur restio a seguire la figlia dal vivo: in Italia è accaduto solo due volte a Roma). Una finale  di valore internazionale dal montepremi di 57500 euro.



















































 Giulia ha scelto di vivere nel bresciano e costruire qui il suo progetto di vita. Friulana di Palmanova, classe 1979, aviere capo dell’Areonautica Militare, unica amazzone italiana con tre titoli tricolori, ha ereditato la passione di famiglia costruendone una nuova, insieme al bresciano doc Stefano Cesaretto, cresciuto alla scuola di Graziano Mancinelli, oro olimpico nel 1976, scomparso a 55 anni nel 1992 a Concesio. Stefano, da quest’anno, è commissario tecnico della nazionale di salto a ostacoli (quindi anche di sua moglie), specialità nella quale l’ingresso ai Giochi è diventato tabù. Insieme a Giulia (loro figlia, Bianca, ha 13 anni) hanno fondato a Burago di Muscoline la scuderia SGH Tables. In questi giorni, però, sono le gare con la nazionale a prendersi la scena: se la squadra ha chiuso quarta nella Coppa delle Nazioni a Rotterdam, Martinengo Marquet nell’individuale si è imposta con il suo Calle Deluxe sbaragliando una concorrenza foltissima. Il sogno si chiama Los Angeles 2028. Sarebbe la prima volta. Per tutti e due. 


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21 giugno 2026