di
Federica Bandirali
Si è confessato a «Say Waaad?», raccontando le difficoltà sul piccolo schermo
Il mondo dell’intrattenimento sta cambiando e, secondo Tommaso Zorzi, la televisione non rappresenta più la meta economicamente più ambita per chi vuole lavorare nel settore. Ospite del programma radiofonico “Say Waaad?” su Radio Deejay, il vincitore del Grande Fratello Vip ha condiviso alcune riflessioni sul rapporto tra TV e social network, soffermandosi soprattutto sulle differenze in termini di guadagni e opportunità professionali.
Per Zorzi non ci sarebbero particolari dubbi: oggi il web offre prospettive economiche più interessanti rispetto al piccolo schermo. Una situazione che riguarda la maggior parte degli addetti ai lavori, fatta eccezione per pochi nomi di primo piano della televisione italiana. “Lì ci sono i grandi contratti, ma sono riservati a pochissimi”, ha spiegato il conduttore, sottolineando come per tutti gli altri il digitale rappresenti spesso una scelta più conveniente. Secondo la sua esperienza, infatti, molti creator e influencer riescono a ottenere compensi superiori rispetto a quelli di un conduttore televisivo medio.
Nel corso dell’intervista, Zorzi ha poi affrontato il tema della meritocrazia nel mondo della televisione. A suo giudizio, emergere sul piccolo schermo non dipende esclusivamente dalle capacità personali, ma anche dalle decisioni di autori, dirigenti e società di produzione che determinano le opportunità professionali. Al contrario, i social network consentono una maggiore autonomia. Chi crea contenuti può costruire il proprio pubblico, scegliere la propria linea editoriale e sviluppare collaborazioni commerciali senza dover necessariamente passare attraverso le dinamiche tipiche del sistema televisivo. Ed è per queeto motivo che Zorzi ha presentato “Pina1930”, il sup nuovo progetto imprenditoriale.
Una collezione di home decor dedicata a chi desidera trasformare la propria casa in uno spazio accogliente, dove ogni dettaglio contribuisce a creare atmosfere autentiche e momenti da ricordare. Al centro del progetto c’è un forte legame affettivo e familiare. «Pina1930 nasce da una persona, prima ancora che da un’idea. Si chiamava Giuseppina, era mia nonna, ed è nata nel 1930», racconta Zorzi, spiegando l’origine del nome che dà vita al brand. Un omaggio a una figura che ha rappresentato per lui i valori della convivialità, dell’ospitalità e della cura per gli altri. Forse molto lontano dalla tv
21 giugno 2026
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