Il campione del mondo si porta davanti a 5 giri dalla fine e resiste al ritorno del giapponese dell’Aprilia. Sul podio Pecco, a lungo in testa al GP. Di Giannantonio 4°, Marini 8°, Martin 9° e Bastianini 10°
La MotoGP è quello sport in cui si corrono 22 gare in giro per il mondo, con 5 costruttori in pista, 12 team e alla fine vince Marc Marquez. E stavolta è un trionfo: la parola “vittoria” rischia di non descrivere esattamente quel che è successo. Non tanto e non solo per come Marc se l’è costruito, ma perché la sensazione sua e di tutti è che le tre ore di oggi al Brno siano destinate a restare molto ben evidenziate nella storia del Mondiale 2026. Per capirci: tre settimane fa, al Mugello, era a 102 punti di distanza dalla vetta e da Marco Bezzecchi, oggi nel suo box, malinconicamente fermo a guardare gli altri, sospeso dai Giudici di Gara per lo sconcertante episodio di sabato. Ora Marc è a -40, con una serie di fortunatissimi – per lui – eventi, certamente, ma anche con due vittorie di fila, la 100 e la 101 della sua carriera, che raccontano di una condizione ritrovata, di una ferocia mai sopita e ora nelle condizioni di scatenarsi come l’anno scorso, come negli anni belli della Honda.
i campioni mentono—
Alla faccia di tutte le sue dichiarazioni di queste settimane. “Questo non è il mio circuito, mi va bene un posto tra i primi 5…”. Mirabilmente commentate da Pedro Acosta: “I campioni mentono sempre”. “È una vittoria estremamente importante – ha detto lui – perché ottenuta su un circuito con tante curve a destra. Lo sapete, io non mollo mai”. Lo sappiamo perfettamente. Bene. “Sono arrivato alla fine vuoto: gli ultimi 5-6 giri sono stati i più duri dell’anno”. Pronti via e, alla buon’ora, alla 31ª puntata della serie, abbiamo visto quello che pensavamo di vedere, costantemente, fin dalla prima gara del 2025, ovvero una lunga questione privata tra le due Ducati ufficiali. Un duello solo loro davanti a tutti. Perché Ai Ogura dalla pole era partito in testa, ma poi Bagnaia prima e Marquez poi se lo sono bevuto. Lunga fuga di Pecco, con super tempi, nel tentativo di replicare la gran Sprint di sabato. Fino al giro 16, alla stoccata di Marc. E arrivederci a tutti. Con l’ottimo Ogura risalito fino a ri-superare Bagnaia per andarsi a prendere il secondo posto, suo miglior risultato in MotoGP. Bagnaia terzo, allora, quarto podio di fila, con il terzo posto periodico. In ogni caso: la condizione è ritrovata. “Percepivo che il passo non fosse sufficiente – ha spiegato – mi mancavano 2-3 decimi rispetto ai primi due”.
diggia quarto—
Quarto posto per Fabio Di Giannantonio, con una gara difficile da spiegare. Deficitaria nel primo giro, quando ha visto sfrecciare da dietro non solo Marquez, ma anche il sorprendente Diogo Moreira. E poi Pedro Acosta, così da ritrovarsi sesto. Il brasiliano, tuttavia, ha fatto un po’ il gambero, Acosta ha avuto problemi che lo avrebbero poi condotto a ritirarsi all’ultimo giro. Ultimo che è stato il miglior giro di giornata, in assoluto, firmato proprio dal Diggia. In questo senso, anche, è stato indecifrabile. E poi c’è Jorge Martin. Partito decimo. Si è prodotto in una risalita, passando Fernandez e Mir. Per ritrovarsi settimo. Quando ha dovuto allungarsi la strada con i due long lap penalty comminatigli due settimane fa in Ungheria, per l’incidente che aveva causato al via. Dopo i giri lunghi si è ritrovato 13°. E da lì, alè, giù in rincorsa. Ha preso Bastianini, ha acchiappato Morbidelli. E poi su, su: fino al 9° posto, per 7 bei punti, netti, guadagnati su Bezzecchi. Così che adesso si trova solo a -8 dalla vetta della graduatoria.
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