di
Cesare Giuzzi

Solo sui sedili posteriori viaggiavano in sei, con le ragazze sedute sulle gambe degli amici. Altri due sul sedile del passeggero, e alla guida Gabriele Popovici, 18 anni (ne compirà 19 a fine settembre): aveva bevuto. Il soccorritore: «Sono arrivato, ho visto sul tetto dell’auto due ragazzi. Poi le urla disperate»

Sull’erba le lunghe tracce parallele lasciate dalle ruote. Non i segni di una frenata disperata. Ma linee perfettamente dritte, quelle di un’auto lanciata al buio verso la morte. La staccionata della pista ciclabile sfondata senza alcuna resistenza, il tronco di un albero decorticato, poi il volo nelle acque del Villoresi. Un canale nato a fine Ottocento dalle acque del Ticino per irrigare i campi di mezza Lombardia e dalle correnti nervose e spesso letali.
Nello stesso punto, in via per Cesate, a Senago, dove due strette curve a gomito, racchiuse da fitti alberi e di notte senza illuminazione portano al ponte sul canale, erano già morti a settembre 2015 due ragazzi di 18 e 19 anni, usciti di strada con altri amici salvi per miracolo

Ieri però erano in nove, stipati non si capisce ancora bene come, su un’auto grande poco più di una utilitaria, una Audi A2, omologata per cinque posti. Solo sui sedili posteriori viaggiavano in sei, con le ragazze sedute sulle gambe degli amici. Altri due sul sedile del passeggero, e alla guida Gabriele Popovici, 18 anni (ne compirà 19 a fine settembre): aveva bevuto, un tasso alcolemico triplo rispetto al consentito per un guidatore ordinario. Per i neopatentati come lui è zero. In tre hanno perso la vita, tutti amici, tutti della stessa scuola, tutti di Paderno Dugnano, tutti 17enni: Lorenzo Benin, Riccardo Provasi e Camilla Copparoni. Tornavano da una discoteca dove avevano festeggiato il 18esimo compleanno di un amico. Gli altri sei, compreso il 18enne alla guida poi finito in arresto per omicidio stradale plurimo aggravato (due ragazze e quattro ragazzi, tutti tra i 17 e i 18 anni), sono invece finiti al Niguarda ma senza gravi conseguenze. Addosso i segni della lotta tra i rovi per uscire dall’acqua scalando le rive.



















































Milano, In nove nell’auto finita nel canale La strage dei ragazzini: tre morti Milano, avevano 17 anni. Il guidatore positivo all’alcol. Salvini: «Vertice sulla sicurezza»

Tra i primi ad arrivare Marco Paradiso che all’alba stava andando al lavoro: «Ho visto l’auto ribaltata e tre ragazzi sul tettuccio senza maglietta. Poi le urla disperate: “Mi fa male la schiena”». Nell’attesa dei soccorsi sarà lui insieme a un camionista a recuperare i primi feriti con una corda. Nell’Audi capovolta sono però rimasti i corpi dei due ragazzi, morti affogati intrappolati tra il sedile e il bagagliaio dove sono stati sbalzati dopo l’urto. Li hanno estratti i sommozzatori. Mentre Camilla Copparoni dava ancora flebili segni di vita all’arrivo dei soccorsi

Secondo la prima ricostruzione, erano tutti senza cintura. Avevano passato la serata in una discoteca di Lainate. Poi, forse per una bravata, forse per evitare un doppio giro di auto, intorno alle cinque del mattino la decisione di salire tutti a bordo della stessa macchina. Una decina di chilometri percorsi, poi la strada stretta e buia che attraversa il Parco della Groane, polmone verde diventato terra di spacciatori, e il passaggio sul ponte del Villoresi. Il 18enne alla guida, secondo i rilievi, arrivato alle curve a gomito non ha proprio sterzato andando dritto verso la riva del canale. Da lì a Paderno ci sarebbero voluti poco più di cinque chilometri, meno di dieci minuti di strada. Il volo e la disperata chiamata al 112 alle 5.13, poi l’arrivo dei pompieri, delle ambulanze e dell’elisoccorso. Infine la corsa con i feriti (tutti in codice giallo e già dimessi) al Niguarda di Milano.

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Ma per recuperare la carcassa dell’Audi è servita tutta la mattina. Sulla scocca i segni dell’impatto di striscio contro un albero, lo specchietto perso proprio in quel punto, la griglia sul muso saltata nell’urto con la staccionata, poi il tetto in parte schiacciato nel volo a testa in giù sul fondo del canale che in quel punto non supera il metro e cinquanta in questi giorni di siccità. I carabinieri di Cesate e quelli del Gruppo di Rho hanno impiegato poco per ricostruire la dinamica dell’incidente. Nelle prossime ore verranno sentiti i giovani feriti, ma il quadro sembra chiaro. L’esito del primo test alcolemico, e la conferma successiva in ospedale di un tasso di 1,61 grammi per litro hanno fatto scattare l’arresto per il 18enne Popovici. Negativo invece il droga test.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, d’intesa con il collega all’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato un tavolo sulla sicurezza stradale dopo l’escalation di morti in questi ultimi giorni: «Non bastano le regole. In 9 su un’Audi con chi guidava sotto l’effetto di alcol mi fa impazzire. Questi tre ragazzi per me sono una sconfitta e un dramma».


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22 giugno 2026 ( modifica il 22 giugno 2026 | 07:58)