di
Gabriella Mancini
Il portiere svizzero dell’Inter, Yann Sommer, racconta la sua Milano e un’esperienza di vita sulla pelle. Due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una finale di Champions League
Tre stagioni all’Inter, mille emozioni, Yann Sommer racconta la sua Milano e un’esperienza di vita sulla pelle. Due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una finale di Champions League, il portiere svizzero che in Nazionale ci aveva parato rigori a destra e sinistra, a giorni gli scade il contratto e sarà libero di scegliere, ma a Milano si trova bene. Un calciatore versatile, appassionato di yoga, cucina e musica. Intanto, testimonial di Svizzera Turismo in Italia, con quella faccia da attore ha girato uno spot con Michelle Hunziker nel territorio di Interlaken per ricordare i luoghi che gli hanno forgiato il carattere («ma credo di essere meglio come portiere che come attore, anche se mi sono divertito»).
Che cosa hanno rappresentato queste tre stagioni?
«Tanto sia a livello umano che sportivo, ho vissuto esperienze fantastiche fuori e dentro lo stadio. San Siro, devo dire, regala emozioni indescrivibili, i tifosi mi hanno accolto con immenso entusiasmo. E Milano è bellissima, con persone fantastiche e una cultura profonda».

A parte i momenti ufficiali, come ha festeggiato scudetto e Coppa Italia?
«In tranquillità con famiglia e amici, godendomi l’attimo e trovando bello che tante persone abbiano condiviso con me la gioia del titolo che custodirò nel cuore».
Che cosa ha imparato da Simone Inzaghi? E che cosa da Chivu?
«Inzaghi ha portato tanta emozione in campo, ma allo stesso tempo è una persona tranquilla nella quotidianità. Con lui ho imparato a pensare in grande, a mettere passione, a dare tutto per vincere e sono migliorato molto nel gioco con i piedi. Nell’anno con Chivu mi sono trovato subito bene dal punto di vista personale, è molto sereno e sa affrontare le sfide ad alto livello in modo disteso».
Se dovesse usare tre aggettivi per descrivere Chivu?
«Concentrato sugli obiettivi, professionale e collegiale, nel senso collaborativo».
Ama la musica e suona la chitarra: se l’Inter fosse una canzone quale sarebbe?
«Fire fire del dj Shimza, conosciuto per la afro house».
Il suo cantante italiano preferito?
«Eros Ramazotti, anche lui è venuto a San Siro nei giorni scorsi, e Lo & Leduc, un gruppo hip hop svizzero».
Concerti a Milano?
«Quello del cantautore rapper Post Malone, meraviglioso».
Se fosse un piatto, l’Inter quale sarebbe?
«Un sano risotto alla milanese».
Che cosa le ha dato Milano?
«Tanto. È molto vivace, con un’ottima offerta gastronomica e un’atmosfera speciale. Mi ha trasmesso quel fascino tipicamente italiano che ho apprezzato moltissimo, come la gentilezza e la cordialità della gente, e ho visto tanti posti stupendi, la considererò per sempre una parte di me. E poi… è vicina alla Svizzera, mi permette di tornare a casa quando voglio».

I suoi luoghi del cuore?
«Brera, il Duomo con la Galleria, City Life e ho frequentato il Parco Sempione con la famiglia. Ho scelto di vivere a City Life, è un quartiere giovane, dinamico, moderno. La sicurezza è un tema importante ma anche l’avere accanto il parco per un po’ di svago con i bambini. Ed è ben collegata con l’autostrada».
Com’è il suo legame con la Svizzera?
«Sono molto legato al mio Paese, ci torno appena posso per visitare amici e famiglia. In questi anni sono stato spesso a Lugano, in Ticino».
È nato nella tranquilla Morges, la città dei tulipani amata da Audrey Hepburn, e cresciuto a Basilea, che cosa ci consiglia di vedere in Svizzera?
«Amo l’ordine, la Natura, la vita all’aria aperta, la cura per i dettagli, i bellissimi centri storici. Il mio consiglio è di andare in montagna, per esempio a Interlaken, e di visitare città come Zurigo, Berna, Lucerna o Basilea. Io sono un fan dei laghi, sia dei laghetti alpini sia di quelli cittadini: sono tutti balneabili e si può fare un tuffo rinfrescante. E da Milano ci sono ottimi treni. Ho viaggiato spesso in treno da ragazzo, recentemente sono stato sul Jungfraujoch a 3.400 metri, si raggiunge solo in ferrovia. Un’esperienza incredibile».
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22 giugno 2026 ( modifica il 22 giugno 2026 | 08:19)
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