di
Antonella Sparvoli

Non solo conseguenze di una caduta. Alcune patologie dei tendini, le cisti sinoviali e gli esiti di vecchie lesioni possono provocare sintomi persistenti. Come riconoscerli, quando rivolgersi allo specialista

Dalle cadute accidentali alle tendiniti: il dolore al polso è un disturbo diffuso. A volte si tratta di  un fastidio passeggero legato a un sovraccarico funzionale. In altri casi, invece, può essere il segnale di una lesione da non sottovalutare.

Quali sono le cause più comuni di dolore al polso?

«La prima distinzione importante è tra dolore traumatico e dolore “spontaneo” — premette il professor Pierluigi Tos, direttore dell’Unità operativa complessa di chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano —. Nel primo caso il dolore nell’area del polso compare dopo un trauma diretto o una caduta, per esempio appoggiando le mani al suolo per parare l’urto. In questi casi non è raro andare incontro a lesioni dei legamenti oppure a fratture, in particolare dello scafoide, un piccolo osso che può rompersi senza essere subito visibile alla radiografia. Il sospetto nasce quando, dopo il trauma, persiste dolore nella “tabacchiera anatomica”, la piccola fossetta alla base del pollice. In questi casi si consiglia di ripetere la radiografia dopo 10-15 giorni,perché a distanza di tempo si evidenzia meglio l’eventuale lesione. Riconoscere queste fratture è importante per evitare complicanze a lungo termine come la pseudoartrosi, o non guarigione della frattura, che alla lunga può portare ad “artrosi secondaria”».



















































Le tendiniti hanno un ruolo?

«Una causa frequente di dolore al polso non traumatico è di sicuro la tenosinovite di De Quervain, che interessa i tendini alla base del pollice. Può colpire chi utilizza molto mano e polso, ma è comune soprattutto nelle donne in gravidanza o nel post partum, per il sovrapporsi di fattori ormonali e meccanici (tenere in braccio il neonato). Il dolore, spesso intenso, è localizzato alla base del pollice e aumenta quando si sollevano oggetti o si ruota il polso».

E la sindrome del tunnel carpale?

«È una delle più frequenti patologie del polso, ma non dà dolore al polso. La sindrome nasce dalla compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, un canale anatomico situato nel polso e delimitato dalle ossa del carpo e da un robusto legamento. Quando, per motivi diversi, lo spazio nel tunnel si restringe, il nervo viene compresso con sintomi, spesso notturni, come formicolio e intorpidimento, soprattutto nelle prime tre dita».

Quali problemi può provocare una cisti sinoviale?

Il dolore al polso può essere causato anche dalle cisti sinoviali: piccole tumefazioni piene di liquido sinoviale, spesso visibili come «palline» sul dorso o sulla parte anteriore del polso. Possono essere del tutto innocue oppure provocare dolore durante i movimenti. «A volte tendono a ridursi in modo spontaneo, motivo per cui all’inizio si preferisce un approccio di vigile attesa. Se fastidiose si può invece aspirare il liquido al loro interno o romperle con un ago. Anche la chirurgia è possibile, ma non frequente per il rischio di problemi maggiori nel tempo. Con l’età aumenta anche il rischio di artrosi del polso. Diversamente da quella dell’anca o del ginocchio, però l’artrosi del polso è secondaria a un vecchio trauma passato inosservato o non trattato correttamente. Il dolore tipico è quello “a tre tempi”: rigidità e dolore al mattino, miglioramento durante il movimento e nuovo peggioramento dopo sforzi prolungati». 

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22 giugno 2026