di
Carlo Cecino
Dopo la retrocessione con Pinerolo sono arrivate le chiamate del ct Velasco e di Novara
Un sogno ad occhi aperti. Dopo tanti sacrifici, tanto sudore versato e spinta da una voglia matta di emergere, Ilenia Moro ha raggiunto l’obiettivo più ambito da ogni pallavolista: difendere i colori della nazionale. E ne ha fatta di strada: partita da Castelfranco Veneto, il suo luogo di nascita, il libero ha strappato la chiamata del leggendario commissario tecnico Julio Velasco ed è stata inserita nella lista ufficiale delle 14 azzurre convocate per la tappa della Volleyball Nations League a Pasig City (Filippine). Sta respirando giorni indimenticabili: anche ieri Moro è subentrata nel match contro gli Usa – perso dall’Italia – per supportare la seconda linea in fase di difesa.
Il traguardo dopo la retrocessione
Un traguardo maturato al termine di un’annata complicata per la trevigiana, sportivamente parlando, perché Pinerolo, formazione per cui militava fino allo scorso marzo, è retrocessa in A2. Ma Moro, che ora si trasferirà in una big del campionato maggiore come Novara, si è distinta con prestazioni di pregiata fattura e a 27 anni è alla sua prima vera grande avventura in azzurro, in un torneo internazionale di spessore. «Dopo la retrocessione – spiega Ilenia Moro ai microfoni della Fipav – mi sono detta che volevo la nazionale per lavorare bene tutta l’estate anche e soprattutto per arrivare pronta alla stagione successiva. Quindi sì, è stata un’altalena di emozioni e ora mi godo questo momento in maglia azzurra pronta a dare tutta me stessa».
La crescita e la Coppa Italia A2
Plasmata in Veneto, tra Le Ali Padova e Bassano, allenamento su allenamento, fatica su fatica, Moro ha toccato il cielo con un dito grazie a un crescendo costante nelle ultime nove stagioni, trascorse prima a Trento (cinque annate dal 2017 al 2022, di cui gli ultimi due in A1) e poi al Monviso (quattro campionati). Nel proprio palmares una Coppa Italia di A2, vinta nel 2020 con Trento. È un cammino in ascesa e dentro di lei si augura che questa scalata possa aiutarla a realizzare il desiderio dei desideri, conquistare un posto alle Olimpiadi del 2028. Intanto si gusta l’«exploit» che l’ha condotta fino alla gioia più bramata (ad oggi) della sua carriera: «Dal punto di vista personale posso dire che qui in Vnl sto vivendo un’esperienza “assurda”. Non riesco a trovare una parola diversa per descrivere cosa sto vivendo e per cui sto lavorando da oramai tre anni. Sono felicissima di essere qui con questa squadra e non posso che dire grazie a chi mi ha dato quella che per me è stata un’enorme opportunità. Ho vissuto un’annata particolare in cui alle delusioni maturate nel club sto contrapponendo questa vita in nazionale».
La divisa e gli occhiali protettivi per giocare
Indossa la divisa con il numero 10, lo stesso che Monica De Gennaro, monumento del ruolo e libero più forte al mondo che un anno fa ha annunciato il ritiro dall’Italia, simboleggia con l’Imoco. Altra particolarità: attualmente, a causa di un lieve colpo alla retina, Moro deve portare gli occhiali da vista in campo, quando si esibisce in ricezioni da urlo per contrastare le sassate avversarie: «Se qualcuno si è chiesto perché sto usando gli occhiali protettivi per giocare – conclude la classe 1999 – è perché al primo allenamento qui a Pasig City ho preso una pallonata che mi ha procurato un piccolo problema all’occhio. Niente di grave, ma in attesa della completa guarigione abbiamo pensato che fosse meglio proteggere l’occhio dopo il trauma subito».
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21 giugno 2026
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