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C’è una convergenza cosmica che unisce Mauricio Pochettino e Russell Crowe, una somiglianza che va ben oltre la mascella squadrata e lo sguardo di chi sta decidendo se conquistare la Gallia o cambiare modulo all’85’. Una somiglianza talmente evidente da essere diventata virale, con i social letteralmente impazziti.


APPROFONDIMENTI

La somiglianza

Entrambi nascono nell’Emisfero Australe: l’allenatore a Murphy (Argentina) il 2 marzo 1972, l’attore a Wellington (Nuova Zelanda) il 7 aprile 1964. Separati da otto anni e da un oceano, condividono lo stesso barbone brizzolato e quell’aria da lupi di mare. Il loro vero punto d’incontro è la leadership cinematografica. Quando il Crowe de Il Gladiatore grida «Al mio segnale, scatenate l’inferno», usa lo stesso identico carisma che Pochettino ha trasmesso al suo Tottenham per compiere la storica rimonta contro l’Ajax nella semifinale di Champions League del 2019. Entrambi gestiscono uomini dai grandi ego, guidandoli come un padre severo ma protettivo: sia che si tratti di fanti romani, di marinai ottocenteschi in Master & Commander, di stelle planetarie come Messi e Mbappé al Psg o dei giovani talenti della Nazionale degli Stati Uniti. Crowe ha toccato l’apice con tre nomination consecutive agli Oscar tra il 1999 e il 2001, vincendo solo per Massimo Decimo Meridio.

Pochettino ha trasformato gli Spurs in una big europea a budget zero e ha vinto la Ligue 1 a Parigi, eppure i critici gli rinfacciano sempre una bacheca troppo magra rispetto al suo valore di stratega. Una narrazione che ora punta a ribaltare sulla panchina degli Stati Uniti. Persino la passione per lo sport li unisce: Crowe è proprietario della squadra di rugby dei South Sydney Rabbitohs, mentre Pochettino ha passato la vita sui campi da calcio, prima da ruvido difensore e poi a consumare le scarpe in panchina.

Se Hollywood dovesse mai girare un film sulla vita del tecnico argentino, la scelta del protagonista sarebbe scontata, e se Crowe volesse allenare, saprebbe già come gridare alla tribuna: «Non siete qui per divertirvi?!».


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