di
Enea Conti

Trentotto anni, vive a New York con il fratello Maggio: entrambi sono i figli di Giuseppe Cipriani Jr, a capo di un impero della ristorazione fondato a Venezia ed esteso in tutto il mondo in particolare negli States, con roccaforti rette a New York e a Miami. Con calcio (e affari) vuole rilanciare la città romagnola

La notizia del tesseramento di Ronaldinho nel Ravenna ha fatto scalpore in tutto il mondo ma per comprenderne la genesi bisogna partire dal lontano. Che nella città romagnola si sognasse di calcio sull’onda di operazioni «ad alto impatto» lo si era capito già due anni fa: quando la nuova roboante società si presentò alla stampa e alla cittadinanza comparve sulla scena il vice presidente Ariedo Braida, tra gli artefici del Milan stellare di Silvio Berlusconi. 

A 78 anni l’ex dg dei rossoneri annunciava di aver trovato una nuova «primavera» della sua carriera nella città romagnola. Ma non solo, in quei giorni venne annunciato che le maglie della squadra sarebbero state griffate Nike, un lusso per una compagine di Serie D. Il deus ex machina del nuovo calcio ravennate è Ignazio Cipriani. 



















































Ignazio Cipriani e il sogno di rilanciare il Ravenna

Trentotto anni, vive a New York con il fratello Maggio: entrambi sono i figli di Giuseppe Cipriani Jr, a capo di un impero della ristorazione fondato a Venezia ed esteso in tutto il mondo in particolare negli States, con roccaforti rette a New York e a Miami.

Le promesse di promozione fatte nel 2024 vennero rispettate e il cammino culminò con il passaggio in Serie C. A quei tempi, sui social e non solo, comparvero anche i primi altisonanti endorsement: in tanti si stupirono di vedere immortalato Ronaldinho con la maglia giallorossa del Ravenna. 

Accadde a Parigi nel settembre del 2025 quando sia il brasiliano che Cipriani assistettero alla cerimonia di premiazione del Pallone D’Oro. Nulla avvenne per caso due anni dopo la società romagnola ha annunciato di aver tesserato l’ex stella di Barcellona, Milan e Brasile. A 46 anni, ha assicurato Braida, potrebbe giocare qualche partita, quasi sicuramente un match «evento» allo stadio Benelli. 

L’operazione commerciale: la vetrina del calcio per la città

Ma si tratta pur sempre di un’operazione ad alto impatto commerciale, le cui finalità saranno svelate martedì 23 giugno nel corso di una conferenza stampa in grande stile a Miami, nel pieno dei Mondiali ospitati oltre oceano. Braida, come detto, proviene dalla grande tradizione del Milan. Non è l’unico legato alla squadra meneghina nell’organigramma della società romagnola. 

Vi figura anche Lorenzo Tonetti, a capo della Relazioni commerciali. È il patron di Giannino, storico ristorante milanese, un simbolo per i giocatori del Milan, compreso Ronaldinho, specie nel passato. Partnership strategica, quella tra Tonetti e Cipriani, con il primo che tra i tanti calciatori era anche un buon amico del campione brasiliano. Lo stesso Ronaldhinho è uno dei clienti abituali dei ristoranti del Gruppo Cipriani.

Il rampollo della famiglia: la vita negli Usa e le radici italiane

Ma chi è più da vicino Ignazio, il giovane rampollo della famiglia? La sua è una delle famiglie più note della città romagnola. In primis Cipriani è il nipote di Raul Gardini, che era suo nonno. È anche il pronipote di un altro italiano illustre. È Giuseppe Cipriani che visse tra il 1900 e il 1980. A Venezia scrisse la storia della ristorazione inaugurando l’Harry’s Bar, quello originale, il locale che divenne tanto caro a Ernest Hemingway prima e allo star system poi. 

Raul Gardini, l’imprenditore che ha segnato un’epoca

Il padre è un suo omonimo, si chiama Giuseppe Cipriani Jr e negli ultimi mesi il suo nome è stato al centro delle cronache nazionali. Per comprendere il motivo di questa ribalta basta richiamare l’ultimo capitolo di una storia cominciata con la grazia concessa dal Presidente Sergio Mattarella alla compagna. Che è Nicole Minetti, altro nome noto da tempo in Italia. Come è ormai noto il gruppo Cipriani ha chiesto un risarcimento da oltre 250 milioni di dollari  a quelle testate giornalistiche che hanno messo in dubbio la regolarità della grazia concessa dal Capo dello Stato a Minetti.

Tornando più da vicino ad Ignazio Cipriani, vale la pena ricordare che è il figlio di Elisabetta Gardini, primogenita di Raul, imprenditore di successo di Ravenna che aveva legato la sua vita anche allo sport. È il «padre» del «Moro di Venezia» storica imbarcazione italiana che nel 1992 partecipò alla Coppa America dopo aver vinto la Louis Vuitton Cup. 

La sua morte, avvenuta con un gesto estremo, fu uno dei capitoli iniziali più drammatici dell’inchiesta Mani Pulite. L’impresa che Ignazio Cipriani cerca di compiere a Ravenna potrebbe quindi riportare in alto anche il nome dei Gardini. 

Con Cipriani sbarcò anche un fondo di investimento, quello creato da Niccoló Maisto, rappresentato da Mattia Baldassarre, Maisto fu fondatore di Faceit, una piattaforma di gaming venduta un anno fa al fondo sovrano saudita PIF. «I tifosi di calcio sono come i clienti di un ristorante – disse Cipriani insediandosi nella nuova società – devono star bene e vanno trattati con il massimo rispetto». 

Per adesso l’operazione pare abbia funzionato, dato che, a quanto riportano le cronache ravennati, lo stadio Benelli pare sia tornato al centro della vita cittadina. 


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22 giugno 2026