Un nuovo eccelso ospite “lucchese“ a Palazzo Cini a Venezia. Si tratta del quadro “ Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo“ realizzata dall’artista lucchese considerato dai contemporanei il nuovo Raffaello: Pompeo Girolamo Batoni. Una straordinaria tela settecentesca – realizzata tra il 1740 e il 1743 – proveniente dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. E’ stato il Centro delle Arti Lucca a portare a Venezia il nuovo “Ospite a Palazzo”, l’iniziativa dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini che quest’anno è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Centro delle Arti Lucca. La straordinaria tela è già esposta da qualche giorno a Palazzo Cini dove resterà fino al 27 settembre. Chissà se i lucchesi la sapranno apprezzare più ora “in trasferta“ piuttosto che nella propria città.
Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini: “La presenza a Palazzo Cini di quest’opera di Pompeo Batoni ci ricorda come Venezia e Lucca siano storicamente legate. Il dipinto, vero capolavoro dell’arte del Settecento italiano, trova qui un contesto raffinato e intimo“. Per Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, “L’azione di tutela e conservazione di opere di artisti lucchesi è uno degli obiettivi della Fondazione. La valorizzazione e la fruizione delle opere ci ha spinti all’elaborazione di un importante progetto architettonico e gestionale che, una volta realizzato, potrà rendere visibile la collezione e ospitare mostre temporanee prodotte dalla Fondazione di scopo Centro delle Arti. L’ospitalità a Palazzo Cini della Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni è al contempo il segno evidente di una strategia e la conferma della proficua relazione con la Fondazione Cini“. Come spiega Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca, il dipinto, insieme all’Atalanta piange Meleagro morente, sempre appartenente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stato eseguito per il marchese Lodovico Sardini di Lucca, nel periodo in cui Batoni viveva tra Roma e la sua città natale, alla quale rimase sempre profondamente legato. Una fitta corrispondenza tra il marchese e l’artista testimonia la lunga gestazione dell’opera, passata per via ereditaria ai conti Minutoli-Tegrimi e infine al mercato antiquario, rischiando di essere sottratta alla città.
Laura Sartini