di
Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio
L’albanese Genti Berisha scappato da un posto di blocco. L’anno scorsp il 25enne era stato arrestato in patria nell’ambito dell’inchiesta Icaro della procura bresciana sul traffico di cocaina dal Sud America all’Europa. Il sindaco Sala: «La città si stringe attorno alla famiglia». Mattarella: «Sono rattristato»
«Avevo addosso un po’ di hashish e siccome ho l’obbligo di firma, quando mi hanno dato l’alt sono scappato. Non volevo guai». Genti Berisha, 26 anni il prossimo ottobre, origini albanesi, qualche precedente di polizia ma mai condanne definitive, viene trovato in una casa di ringhiera di via Guardi, a Monza, dopo una notte di caccia all’uomo. Poco prima era stata trovata la sua auto abbandonata al quartiere Satellite di Pioltello. Con lui in casa c’era Andrea P., connazionale di 30 anni. Agli agenti Berisha ammette subito di essere stato lui alla guida del Suv Audi Q8 preso a noleggio nella Bergamasca e scappato lunedì sera da un posto di blocco dei vigili e della polizia in via Vittorini, nel quartiere di Ponte Lambro.
Dietro di lui si erano fiondate tre moto della polizia locale. Su una, quella più vicina, c’era Francesco Imprezzabile, agente di 39 anni, quattro di servizio. Poco più di due chilometri su strade strette e in mezzo ai campi che costeggiano la pista di Linate. La rotonda vicino al deposito delle poste, un rettilineo, un ponticello e una serie di curve con il contachilometri ben oltre i cento all’ora. Fino al volo con la moto che esce di strada e si ribalta nei campi. Il corpo dell’agente sbalzato, i primi soccorsi e il tentativo disperato dei colleghi di salvargli la vita. Poi l’elisoccorso e alla corsa al Niguarda senza mai riprendere conoscenza. «Non l’ho visto cadere, io non l’ho toccato», le parole del 25enne alla guida. Non è ancora chiaro se ci sia stato o meno un contatto tra la sua moto e la Q8. I primi accertamenti lo hanno escluso. Ma gli inquirenti stanno verificando eventuali manovre pericolose che possano aver provocato la caduta dell’agente. Per questo Berisha al termine dell’interrogatorio davanti alla pm Francesca Crupi è stato arrestato per fuga pericolosa e indagato per omicidio stradale.
Saranno ora gli accertamenti sui mezzi già disposti dalla procura a chiarire la dinamica dell’incidente. Lui, assistito dall’avvocato Fabrizio Cardinali, ha negato di aver mai urtato la moto durante la fuga. «Non l’ho toccato, neppure mi sono accorto che era caduto». Poi ha cercato di giustificarsi: «L’ho saputo di notte, me l’hanno detto perché era uscita la notizia sul web»: «Chiedo scusa alla famiglia e allo Stato italiano. Mi chiedo se posso fare qualcosa per i familiari». Gli investigatori stanno però verificando il suo racconto. La storia dell’hashish in tasca e della paura di fronte a un controllo che avrebbe forse aggravato la misura dell’obbligo di firma alla quale era sottoposto, convince poco gli investigatori. Così come l’ostinazione di Berisha nel non voler fare i nomi degli altri due amici che oltre al 30enne erano con lui: «Eravamo in quattro in auto, guidavo io, loro non c’entrano nulla». L’anno scorso il 25enne era stato arrestato in patria nell’ambito dell’inchiesta «Icaro» della procura bresciana che aveva travolto il «clan Çela» e i suoi traffici di cocaina dal Sud America all’Europa.
L’altra sera l’Audi Q8 scura su cui viaggiava — e adesso sottoposta agli accertamenti della Scientifica in cerca di impronte e Dna — era stata presa a noleggio. Nel tardo pomeriggio di lunedì, alle 19.22, era stata ripresa da una telecamera a Boltiere nella Bergamasca. Alla guida proprio Berisha insieme a un’altra persona. Poi alle 21.20 il posto di blocco «bruciato», la fuga e l’incidente.
Sotto choc i colleghi, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, hanno comunque lavorato senza sosta per trovare il «pirata». Imprezzabile, entrato nel 2022 nel corpo, lavorava al comando di Zona 4 e sui social scriveva: «Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità». «Milano si stringe attorno alla famiglia. Imprezzabile stava svolgendo il suo lavoro. Esprimo il mio cordoglio a tutto il corpo della polizia locale che ogni giorno lavora per garantire sicurezza ai e alle milanesi», le parole del sindaco Beppe Sala. Il Comune proclamerà il lutto cittadino. Ma la morte dell’agente ha colpito tutte le istituzioni. A cominciare dal presidente Sergio Mattarella, «profondamente rattristato esprimo con solidarietà e vicinanza il mio cordoglio». Per la premier Giorgia Meloni, «chi indossa una divisa mette ogni giorno la propria vita al servizio degli altri. Onore a Francesco, servitore dello Stato».
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24 giugno 2026 ( modifica il 24 giugno 2026 | 07:51)
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